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Pallanuoto, Champions League: la Pro Recco espugna Eger e prosegue nella sua corsa a punteggio pieno

Recco. Piscina gremita all’inverosimile e tifo incandescente da parte dei tifosi ungheresi che trasformano la cattedrale pallanuotistica di Eger in un girone dantesco a tutti gli effetti.

Alla Bitskey Aladár c’è davvero il tutto esaurito, ma questo non impedirà, a fine gara, alla Pro Recco di vincere con il risultato di 4 a 11 davanti a 1224 spettatori.

Nonostante il clima i biancocelesti partono a marce ingranate e nelle prime due superiorità numeriche conquistate da Dusko Pijetlovic al centro ci pensano prima Prlainovic, poi Filipovic, a portare sul 2 a 0 la Pro.

Non ci sono spazi per i padroni di casa e i liguri – forti di una difesa dal pressing asfissiante – in controfuga non perdonano: proprio come accade a metà del primo parziale quando Figlioli scappa via alla retroguardia magiara e con la sua velocità libera Prlainovic che va a rete e porta sul +3 la formazione allenata da Igor Milanovic.

I biancocelesti, oggi, sembrano implacabili con l’uomo in più e con Andrea Fondelli fanno davvero male, prima da fuori e poi dal palo proprio in superiorità: a due minuti dalla fine del primo set il tabellone parla chiaro, Eger – Pro Recco 0 – 5. Il primo gol dei padroni di casa arriva a un minuto dal termine, questa volta è la Pro a subire la controfuga magiara e a incassare la segnatura firmata Lorincz.

Parte il secondo tempo, Jokovic con l’uomo in più e Pijetlovic dal centro assestano un “Uno-Due” devastante che mette all’angolo l’Eger e la reazione di Szivos, a uomo in più (2-7), non scalfisce la formazione biancoceleste che risponde immediatamente con Niccolò Gitto in superiorità, andando a siglare dal palo (2-8).

Tempesti dietro è insuperabile, la difesa chiusa e serrata come le file di un’armata: ergo passare è impossibile. L’Eger ci prova con i tiri dalla distanza, con l’uomo in più e con le conclusioni dal centro. Non c’è nulla da fare la retroguardia pare una muraglia invalicabile. Serve una massima punizione ai padroni di casa per andare a siglare la rete del -5.

Nel terzo tempo poco cambia, adesso i recchelini controllano il gioco mantenendo le distanze, ed è proprio dalla distanza che Maro Jokovic fa davvero male a Mitrovic superandolo con un tiro di rara precisione balistica. Passa poco tempo e il tandem arbitrale fischia un altro rigore in favore dei padroni di casa, questa volta sul dischetto immaginario dei cinque metri va l’ex di turno Marton Szivos che si fa stregare da Tempesti. Il numero Uno e capitano della Pro respinge il tiro dove nessuno può arrivare; Cuk tuttavia, sull’evolversi dell’azione, raccoglie la sfera e la scaglia in porta: questa volta Tempesti non può nulla e l’Eger segna il gol numero 4.

Quarto scatto sulla palla e quarta conquista della sfera da parte di Figlioli che non solo “viaggia” come un aliscafo, ma si inventa marcatore del centroboa e non permette a nessun avversario di sfiorare neppure un pallone; non contento riparte in controfuga nel modo che più gli è congeniale e, servito sotto rete, va a siglare il gol del 4 a 12.

La partita va in archivio e il ritmo rallenta per forza di cose; l’ultimo minuto scivola via tra il suono di tamburo assordante degli ultras dell’Eger e l’applauso sportivamente rivolto alla vittoria della Pro Recco e allo spettacolo dato in vasca dai sedici giocatori.

Il tabellino:
ZF Eger – Pro Recco Waterpolo 1913 4-12
(Parziali: 1-5, 2-3, 1-3, 1-1)
ZF Eger: Mitrovic, Angyal, Zalanki, Cuckovic, Hosnyanszky, Lorincz 1, Cuk 2, Szivos 1, Erdelyi, Vapenski, Bedo, Harai, Csoma. All. Norbert Dabrowsky.
Pro Recco Waterpolo 1913: Tempesti, Jokovic 2, Figlioli 1, Fondelli 2, Pijetlovic 2, Giacoppo 1, Prlainovic 2, Figari, Filipovic 1, Ivovic, Gitto 1, Pastorino. All. Igor Milanovic.
Arbitri: Peris (CRO) e Birakis (GRE). Delegato Len: Moliner Molins (ESP).
Note. Superiorità numeriche: Eger 1 su 11 più 2 rigori di cui 1 segnato, Pro Recco 7 su 10. Usciti per limite di falli Niccolò Gitto e Aleksandar Ivovic nel quarto tempo.

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Pallanuoto, super Pro Recco in Champions League: Radnicki travolto a domicilio per 12 a 5

Recco. Una grande Pro Recco ha la meglio sul Radnicki per 5 a 12 per merito di prestazione maiuscola dell’intero collettivo che non concede nulla in difesa, complice un Tempesti superlativo, e resta fredda e cinica in attacco grazie a tutte le bocche da fuoco perfettamente armate (e precise a bersaglio) dal tandem in panchina Milanovic-Milakovic.

Resiste solo due tempi la squadra di Kragujevac che nulla può davanti all’assalto recchelino. Nella vasca a 150 chilomeri a sud di Belgrado c’è la Pro Recco e alla “SC Park” si registra il tutto esaurito: sold out. Pubblico delle grandi occasioni e tifo indiavolato da parte degli oltre 800 spettatori che affollano gli spalti e il bordo vasca.

La Pro Recco non concretizza la prima superiorità numerica conquistata da Pijetlovic, ma si rifà con l’uomo in più nell’azione seguente grazie alla combinazione tra Felugo e Di Fulvio. Il Radnicki, spinto dal tifo assordante della torcida biancorossa, cambia marcia e dopo aver pareggiato con Dedovic riesce a passare in vantaggio con Vuksanovic. Ci pensa però Dusko Pijetlovic, con forza e potenza, a girare in porta la sfera con tre uomini sulla schiena: è il 2 a 2.

Scatto sulla palla e Di Fulvio bissa la conquista della sfera proprio come nel primo tempo. Nell’azione seguente fa tutto Ivovic: prima conquista l’espulsione dal perimetro e dopo lo scambio Di Fulvio-Figlioli la sfera torna proprio al numero 11 recchelino che la scaglia n porta dove Radic non trattiene. Immediata tuttavia la risposta dei padroni di casa che con Trajkovic raggiungono il pareggio.

A questo punto la Pro Recco decide di andare via. Prima Filipovic su rigore, poi Ivovic in controfuga e il destro pregevole di Figlioli che va togliere la ragnatela dal sette della porta difesa da Radic, portano a +3 i biancocelesti a due minuti dal termine del secondo tempo.

Le maglie della difesa, magistralmente diretta da Milanovic in panchina e da Tempesti in acqua, sono davvero fitte, il Radnicki non riesce a trovare spazio se non con passaggi lunghi al centro dove la giurisdizione di Ivovic e Gitto non concede nulla.

Serve un rigore trasformato da Dedovic (sfiorato da Tempesti), al Radnicki, per accorciare le distanze e andare al riposo lungo sul 4 a 6.

Il terzo tempo si apre ancora all’insegna dei colori biancocelesti. Questa volta è il mancino numero 3 Maro Jokovic, in controfuga, a sorprendere con una palombella di pregevole fattura Radic riportando il vantaggio a +3 (4-7). Combinazione croato-montenegrina fondata sull’asse Jokovic-Ivovic ed ecco concretizzarsi la massima penalità. dal dischetto immaginario dei cinque metri va ancora una volta l’ex Filip Filipovic che tira sopra la testa dell’estremo difensore serbo e porta a +4 la compagine recchelina.

A uomini pari non si passa, a uomo in più il Radnicki non punge: Tempesti ha innalzato un vero e proprio muro davanti agli attaccanti serbi stoppando le loro conclusioni, mentre le braccia dei difensori riducono la vista agli avversari; se ad una retroguardia così fitta si aggiunge la precisione balistica di Ivovic dai cinque metri il 4 a 9 è presto servito.

I padroni di casa non vanno a rete da ormai due tempi, sembrano barcollare sotto i colpi dei biancocelesti come un pugile alle corde e subiscono le incursioni e i ripetuti attacchi degli uomini guidati da Milanovic. Molto spesso i sette del Radnicki non hanno neppure il tempo di concludere l’azione con i 30 secondi a disposizione. Il gol numero dieci arriva a sei minuti dal termine, in superiorità, con la rete di Prlainovic. Non bisogna aspettare troppo per leggere 11 sul tabellone: dieci secondi dopo ci pensa proprio Andrea Fondelli a segnare e mettere la parola fine sul match.

Il tempo scivola via e i padroni di casa sembrano aver tirato i remi in barca. Pijetlovic e Lapenna raccolgono espulsioni al centro e in ultima battuta è Pietro Figlioli a firmare il sigillo numero 12.

A chiudere le danze, a gara finita ormai da un pezzo, ci pensa tuttavia Dedovic con un gol in palombella dopo un’incertezza difensiva figlia, con molte probabilità, del calo di concertazione dovuto alla consapevolezza del risultato ormai acquisito da almeno due tempi.

Il tabellino:
Radnicki Kragujevac – Pro Recco 5-12
(Parziali: 2-2, 2-4, 0-3, 1-3)
Radnicki Kragujevac: Radic, Trajkovic 1, Toholj, Markovic, Milicic, Vrlic, Ciric, Basara, Vuksanovic 1, Dedovic 3, Cuk, Petkovic, Zivojinovic. All. Uros Stevanovic.
Pro Recco: Tempesti, Lapenna, Jokovic 1, Figlioli 2, Pijetlovic 1, Felugo, Di Fulvio 1, Prlainovic 1, Fondelli 1, Filipovic 2, Ivovic 3, Gitto, Pastorino. All. Igor Milanovic.
Arbitri: Georgio Stavridis (Gre), Sergio Borrell Sanches (Esp). Delegato Len: Andrey Constantinov (Bul).
Note. Superiorità numeriche: Ranicki 0 su 7 più 1 rigore segnato, Pro Recco 4 su 5 più 2 rigori segnati. Uscito per raggiunto limite di falli Markovic.

La Pro Recco è già capolista solitaria. Negli altri incontri del primo turno, infatti, si sono registrati due pareggi. Il Barceloneta ha impattato 7-7 con l’Eger; il Brescia è stato fermato sul 9-9 dall’Olympiacos. Sabato 17 dicembre la Pro Recco giocherà in Ungheria, ospite dell’Eger.

 

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Pallanuoto, Champions League: la Pro Recco non fallisce e supera il turno agevolmente

Recco. Come volevasi dimostrare. La Pro Recco con la forza del gruppo, l’unità di intenti e le azioni corali supera un coriaceo HAVK Mladost con il risultato di 9-5, passando il turno senza particolari problemi. I biancocelesti vanno via subito con il punteggio e, una volta messa la testa avanti, non fanno altro che continuare ad allungare e a gestire il vantaggio con tranquillità.

Ad aprire le danze, con forza e determinazione, è Dusko Pijetlovic: il centroboa numero 10 rimedia prima un fallo dai cinque metri che trasforma con un destro di balistica precisione. Va poi a siglare il raddoppio dopo aver conquistato l’espulsione. E mentre il Mladost prova una timida reazione grazie a un rigore trasformato dal solito Vukicevic, ci pensa Maro Jokovic a ristabilire il vantaggio sul +2 per la Pro Recco.

Ma i croati sono tutt’altro che rassegnati, nuotano veloce, attaccano in inferiorità numerica e giocano a pressing a uomini pari. Il primo tempo rischia di impattarsi sul 3 a 3 se non fosse per l’ennesima espulsione conquistata da Pijetlovic e trasformata questa volta da Prlainovic. Pertanto il tabellone del primo parziale fa segnare 3 a 4 in favore dei biancocelesti.

Nella seconda ripresa va allo scatto sulla palla Figlioli e, neanche a dirlo, la fa sua; il Mladost, riconosciuto la strapotere in acqua dei centroboa recchelini fa una scelta: passa a zona e lascia il tiro da posizione due, madornale errore, soprattutto quando da quella posizione può scoccare i propri dardi Niccolò Figari.

Alla prima occasione il numero 9 infila Pavic dalla distanza e su un tiro di Felugo, sempre da mano sbagliata, Federico Lapenna ribatte in porta da distanza ravvicinata: è il 6 a 3.

Ad allungare ancora le distanze ci pensa ancora Pijetlovic, da pochi metri, dopo un assist di pregevole fattura lasciato partire dalle mani di Niccolò Figari, rete che manda al riposo lungo la Pro Recco con quattro lunghezze di vantaggio.

Nel terzo tempo Prlainovic trasforma il rigore del +5, ma Vukicevic a uomo in più si rivela ancora una volta attaccante dal destro insidioso e infila Tempesti per l’8 a 4; anche se da qui in poi il portierone di casa recchelina decide di abbassare la serranda e di non lasciare passare neanche una sfera mantenendo inviolata la propria porta e andando a respingere la massima punizione battuta da Vukicevic.

Si va al quarto e ultimo tempo con la Pro Recco in vantaggio di 4o reti e la qualificazione praticamente in tasca; i biancocelesti controllano gli avversari mantenendoli a distanza e senza rischiare azzardi in avanti. Alla fine termina 5 a 9, con i biancocelesti che vanno a staccare il biglietto per il turno successivo.

Questo il commento di Igor Milanovic a fine gara: “Voglio fare i complimenti ai miei ragazzi che hanno dimostrato grande voglia. Quando abbiamo tralasciato il nostro sistema di gioco abbiamo un po’ zoppicato, proprio come all’andata, oggi ho visto un’ottima difesa anche se in alcuni frangenti ci siamo deconcentrati e il Mladost ci ha puniti. Posso dire di essere molto soddisfatto da alcuni punti di vista, ma meno per altri: per esempio quello psicologico, non dobbiamo avere cali di concentrazione. Sono sicuro, tuttavia, che tutti insieme impareremo dai nostri sbagli e miglioreremo in fretta”.

Il tabellino:
HAVK Mladost – Pro Recco Waterpolo 5-9
(Parziali: 3-4, 0-3, 1-1, 1-1)
HAVK Mladost: Pavic, Bukic 1, Milakovic, Loncar, Dasic, Lozina 2, Capan, Buha, Pavicic, Zivkovic, Vukicevic 2, Basic, Marcelic. All. Vjekoslav Kobescak.
Pro Recco Waterpolo: Tempesti, Lapenna 1, Jokovic 1, Figlioli, Di Fulvio, Felugo, Fondelli, Prlainovic 3 (1 rig.), Figari 1, Pijetlovic 3, Ivovic, Gitto, Pastorino. All. Igor Milanovic.
Arbitri: Spiegel (Ger) e Vogel (Hun). Delegato Len: A. Moliner (Esp).
Note. Superiorità numeriche: Mladost: 4/10 più 2 rigori di cui 1 segnato; Pro Recco 4/11 più 1 rigore segnato.

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Pallanuoto, quarti di Champions League: la Pro Recco vince il match di andata con 4 reti di scarto

Sori. In acqua ci sono la bellezza di quattordici Champions League, sette a testa divise equamente tra Pro Recco e HAVK Mladost Zagabria. Non a caso, insieme al Partizan di Belgrado, si tratta delle due squadre con il maggior numero di Coppe Campioni in bacheca.

Ma sul bordo vasca e in acqua la storia non si fa con le pagine scritte dalle statistiche, bensì dal sacrificio e dalla determinazione.

Al fischio d’inizio di Teixido e Kun subito tre azioni d’attacco per la Pro Recco e due gol di Figlioli e Prlainovic, entrambi a uomini pari, e il +3 dopo quattro minuti di gioco a firma di Alex Giorgetti.

Partono forte gli uomini di Igor Milanovic che in poche azioni mettono avanti la testa. Pressing, contropiede e forza fisica, la Pro è questa e nella gara di andata contro il Mladost mette in bella mostra le proprie caratteristiche. I primi otto minuti si esauriscono con i biancocelesti in vantaggio per 5 a 1.

Il secondo tempo si apre nella stessa identica maniera in cui si era andato a concludere, vale a dire con i padroni di casa in attacco a schiacciare la retroguardia croata. Ad aprire le marcature del secondo parziale ci pensa Ivovic, rapido, in superiorità numerica.

Tuttavia le rane di Zagabria non vogliono mollare il colpo e tengono duro; molto bravi con l’uomo in più fanno registrare un due su due che tiene sempre in allarme rosso la difesa guidata da capitan Tempesti nelle azioni in inferiorità numerica. La Pro però è troppo forte davvero: se alla potenza di Ivovic si aggiungono la precisione di Jokovic e il cinismo di Giorgetti ecco che le difese avversarie vacillano. E questo è proprio quello che succede a quella del Mladost che prova ad arginare lo strapotere fisico di Pijetlovic al centro.

Dopo l’intervallo lungo i gol che separano le due formazioni sono 6, ma la vera notizia è che su quattro falli gravi fischiati a favori dei croati (nei primi tre tempi) le realizzazioni sono esattamente 4, per una percentuale tonda del 100 per cento. Il Mladost non si arrende e va alla rincorsa dei biancocelesti in fuga sfruttando qualche errore di troppo da parte dei padroni di casa. Ed è proprio qui che la formazione ligure trema: la squadra ospite si fa sotto e fa registrare cinque gol consecutivi che accorciano pericolosamente il vantaggio in acqua, in vista del ritorno tra una settimana.

Anche nel quarto tempo la Pro Recco deve faticare per tenere a distanza un avversario ostico che minuto dopo minuto sembra superare la timidezza iniziale e credere sempre più in sé stesso, arrivando quasi a colmare il gap.

Proprio in questo momento, ancora una volta, sale in cattedra Alksandar Ivovic che, tirando fuori dal cilindro due assist di pregevole fattura, mette in porta prima Prlainovic e poi Dusko Pijetlovic, permettendo alla Pro Recco di riportarsi avanti di 4 gol e andare a vincere la partita per 13 a 9.

Aleksandar Ivovic a fine partita non ha dubbi: “Ad un certo punto forse abbiamo creduto di avere il risultato in tasca e abbiamo forse mollato un po’ troppo la presa lasciando spazi aperti alle incursioni del Mladost che si è dimostrata una squadra pericolosa. In tutto questo il rammarico più grosso è quello di non aver segnato tanto e aver messo al sicuro la qualificazione”.

Il tabellino:
Pro Recco Waterpolo – HAVK Mladost 13-9
(Parziali: 5-2, 4-1, 1-3, 3-3)
Pro Recco Waterpolo: Tempesti, Fondelli, Jokovic 2, Figlioli 1, Giorgetti 2, Felugo, Giacoppo, Prlainovic 3, Figari, Pijetlovic 2, Ivovic 3, Di Fulvio, Pastorino. All. Igor Milanovic.
HAVK Mladost: Marcelic, Bukic 2, Milakovic 1, Loncar 2, Dasic, Lozina, Capan, Buha 1, Pavicic, Zivkovic, Vukicevic 3, Basic, Pisk. All. Vjeko Kobescak.
Arbitri: Teixido (Esp) e Kun (Hun). Delegato Len: Martin (Hun)
Note. Superiorità numeriche: Pro Recco 5/13, Mladost 4/7 più 2 rigori segnati. Usciti per limite di falli Buha e Pavicic.

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Pallanuoto, quarti di Champions League: per la Pro Recco c’è il Mladost di Zagabria

Recco. Lo spauracchio Szolnok è stato evitato. Gli ungheresi, insieme alla Pro Recco, sono indicati come i favoriti per il successo della Champions League. Il sorteggio avrebbe potuto mettere le due compagini di fronte nei quarti di finale, ma così non è stato.

I biancocelesti affronteranno la squadra croata dell’HAVK Mladost di Zagabria. La partita di andata si giocherà mercoledì 29 ottobre a Sori; il ritorno è in programma mercoledì 12 novembre in Croazia.

Lo Szolnoki Vizilabda, invece, se la vedrà con l’A-Hid OSC Budapest in un quarto di finale tutto ungherese. Completano il tabellone Crvena Zvezda Belgrade (Srb) contro Primorje Erste Bank Rijeka (Cro) e VK Radnicki Kragujevac (Srb) contro CSG DiGi Oradea (Rou).

Nel turno precedente, nel girone disputato ad Hannover, la Pro Recco si è classificata prima. La squadra guidata da Igor Milanovic ha vinto 14-8 sullo Spartak Volgograd, 14-5 sul Waspo 98 Hannover e 17-6 sul Vaterpolo Club Crvena Zvezda.

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Pallanuoto, Champions League: Stella Rossa, Volgograd e Hannover sulla strada della Pro Recco

Recco. Ammessa di diritto al secondo turno della Champions League, la Pro Recco ha conosciuto oggi i nomi delle sue avversarie.

Ad Hannover, per il girone A, i biancocelesti affronteranno Crvena Zvezda Belgrade, Spartak Volgograd, Waspo Hannover. Pertanto, una squadra serba, una russa, una tedesca.

La squadra recchelina, che ha nella sua bacheca 7 Coppe dei Campioni, giocherà venerdì 17 e sabato 18 ottobre.

Nel girone B sono state inserite Duisburg (Ger), Osc Budapest (Hun), Sintez Kazan (Rus), Csm Digi Oradea (Rou).

Nel girone C troviamo Primorje Rijeka (Cro), Havk Mladost Zagreb (Cro), Jadran Herceg Novi (Mne), Cn Marseille (Fra).

Il girone D è composto da Yuzme Ihtisas Istanbul (Tur), Szolnoki Vse (Hun), Radnicki Kragujevac (Srb), Posillipo (Ita).

Le prime due classificate dei quattro gironi proseguiranno nel loro cammini.

Ai preliminari, in programma dal 29 novembre, sono già qualificate Jug Dubrovnik (Cro), Barceloneta (Esp), Spandau Berlino (Ger), Olympiacos Pireo (Gre), Eger (Hun), AN Brescia (Ita), Partizan Belgrado (Srb), Galatasaray Istanbul (Tur).

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Pallanuoto, Champions League: la Pro Recco entra nella final six prima ancora di giocare, poi batte l’Eger

Sori. Parte con l’insolita etichetta di gara senza alcun valore la sfida tra Pro Recco e Eger, che fino a poche ore fa rappresentava il pass dei liguri per Barcellona. Gli ultimi avvenimenti infatti certificano che lo Jug, pareggiando ad Atene, si ferma già prima di questa gara sotto la Pro Recco di un punto e che il Barceloneta, perdendo con il Primorje, si attesta fin d’ora a pari punti con i biancocelesti, prima ancora della gara di questa sera… E poichè negli scontri diretti fra italiani e spagnoli sta meglio la squadra di Porzio, se ne deduce che la Pro, già prima di scendere in vasca, è qualificata per la final six ed è matematicamente seconda.

Resta l’imperativo categorico di giocare per il prestigio, cui la Pro Recco tiene moltissimo. Piscina di Sori riempita quasi in toto. L’orario, il giorno e il pathos internazionale effettivamente “tirano”. Fuori Tempesti (ma lunedi riprenderà a giocare) Figari, Fiorentini, Giacoppo e Fondelli per la la Pro, non pervenuti Biros e Zsolt Varga per lo Eger.

Il tempo perché Reemnet scodelli la palla sul bordo (il cestello si inceppa) che arrivano due gol in 46″: prima segna Aicardi dal centro dopo 22”, nell’azione susseguente pareggia Graham. Bellissimo il vantaggio ad uomo in più del Recco: la palla è a Niccolò Gitto in posizione cinque, il romano finta ripetutamente, si regge sulle gambe e, quando queste non reggono più, Biszritsanyi lo trafigge con tiro incrociato.

Nuovo pareggio dell’Eger con Bedo dai sette metri, siamo sul 2-2 e la gara sembra equilibrata. Arrivano però tre gol consecutivi dei biancocelesti, Janovic, Giorgetti (entrambi dalla distanza, entrambi a uomini pari) e Aicardi a uomo in più, proprio allo scadere del tempo, mentre Santavy sta rientrando dal pozzetto, 5-2. Ci pensa Batori a uomo in più (fuori Figlioli) ad accorciare, sfruttando l’unica superiorità fin qui degli ungheresi.

Partita allegrotta dove gli attacchi rendono meglio delle difese e le squadre pensano a divertirsi, giusto così. Segna Jokovic, 6-3, 9 gol complessivi in meno di 7 minuti. Piccolo pasticcio fra Spanoudis e il delegato che assegnano un’espulsione a Janovic, mentre spetterebbe a Figari. Tutto risolto durante l’intervallo.

La seconda frazione si apre con due gol in superiorità, prima Lapenna (fuori Gor-Nagy) poi Lorincz (fuori Felugo) con tiro scoccato mentre il chiavarese sta rientrando, come nel gol di Aicardi del 5-2. Figlioli segna di potenza l’8-4. Stupendo il gol del 9-4, con la circolazione della palla tipo uomo in più (ma ad uomini pari): suggerimento di Janovic dalla sinistra, Giorgetti devia dal centro al volo con il palmo della mano.

Egualmente raffinata, la colomba, al suo connazionale, di Norby Madaras: riceve lateralmente, chiama su di sé tre uomini, fintando la bomba, invece di polso scodella un tiro maligno che inganna tutti, 10-4. La Pro Recco decolla, mostrando una forza impressionante, segna ancora Nick Gitto, è il quarto gol consecutivo. Interrompe la serie Kovacs ad uomo in più (espulso Madaras), che sale in cielo e spara da posizione quattro con comodità.

Bellissima la superiorità numerica per circolazione di palla subito dopo l’intervallo lungo: sette tocchi consecutivi che passano anche attraverso i polpastrelli di Figari, il quale allunga alle spalle, con palla che da sinistra giunge a Lapenna, pronto a deviare sotto misura a porta vuota: grande spettacolo.

Subito dopo il recchelino doc segna ad uomo in più: lo smarca Felugo in un duetto tutto della riviera levantina. Era l’unico fino ad ora con Felugo e Ivovic a non aver segnato: 13-5. Riduce Salamon ad uomo in più, primo gol ungherese in questo quarto. Espulsione doppia decretata da Reemnet, prima Janovic, poi Figlioli, ma l’Eger non ne approfitta, colpendo due volte lo stesso palo.

L’ultimo quarto vede Lapenna diventare goleador digiornata, deviando in tap-in una palla smanacciata da Figlioli su respinta da Bisztritsanyi. La Pro Recco a questo punto è già con la testa in vacnaza e consente agli avversari i tre gol di fila con cui chiudono a prporio vantaggio l’ultimo parziale per 3-1. Segnao Zalanki, Batori con il suo secondo gol personale, ancora in superiorità, e Salamon, ad un secondo dalla sirena.

Ciò non impedisce ai tifosi di festeggiare i giocatori della Pro Recco per la qualificazione con con tutta la piscina in piedi ad applaudire e con il frastuono dalle trombette stile vuvuzela, novità delle ultime settimane dei supporters biancocelesti.

Il tabellino:
Pro Recco – ZF Eger 14-9
(Parziali: 6-3, 5-2, 2-1, 1-3)
Pro Recco: Viola, Lapenna 3, Madaras 1, Figlioli 1, Giorgetti 2, Felugo, Janovic 1, Aicardi 2, Figari 1, Jokovic 1, Ivovic, Gitto 2, Pastorino. All, Giuseppe Porzio.
ZF Eger: Bistzristanyi, Santavy, Batori 2, Graham 1, Salamon 2, Kovacs 1, Bedo 1, Zalanki 1 Lorincz 1, Gor-Nagy, Bundschuh, Hornyak, Meixner. All. Norbert Dabrowsky.
Arbitri: Gideon Reemnte (NED), Grigoius Spanoudis (GRE). Delegato: Stefan Bottlik (SVK).
Note. Superiorità numeriche: Pro Recco 5/9, Eger 5/10. Espulsioni definitive: nessuna.

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Anche la Champions League saluta Vujadin Boskov: domani e mercoledì un minuto di silenzio

Anche il calcio giocato in lutto per la morte di Vujadin Boskov, l’ex allenatore della Sampdoria campione d’Italia. Domani e mercoledì in occasione delle semifinali di Champions League.

Prima dell’inizio delle partite Bayern-Real di domani e Chelsea-Atletico Madrid verrà osservato un minuto di silenzio in memoria del mister blucerchiato e del bluagrana Tito Vilanova.

La decisione è stata presa dall’Uefa e resa nota tramite twitter.

E’ intanto arrivato anche un saluto da parte dei tifosi del Genoa. “Addio Vujadin – scrive l’Associazione Club Genoani – fiero e leale acerrimo “nemico”, testimone di un calcio che non esiste più”.

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Pallanuoto, Champions League: Pro Recco, la final six è vicinissima

Recco. La Pro Recco impedisce all’Olympiaxos di esprimersi e lo trafigge con una condotta spietata. La final six di Barcellona, in programma dal 29 al 31 maggio, è sempre più vicina.

Negli altri incontri pareggio per 11-11 tra Jug Dubrovnik e Primorje EB Rijeka, mentre il Barceloneta batte 9 a 5 l’Eger. La classifica è ora la seguente: Primorje Rijeka 20; Pro Recco e Barceloneta 16; Jug Dubrovnik 14; Olympiakos 9; Eger 3.

Non si può certo affermare che il pubblico ateniese abbia risposto con l’enfasi della partita della vita. Nella vetusta piscina Kapagerov, un capannone al centro dell’intasato traffico del Pireo, è arrivata la metà del pubblico previsto di greci, presi in questi giorni da problemi economici gravi e da una giornata di sciopero che si è riflettuta su molti settori.

Dalla Liguria invece due spettatori, una coppia partita in aereo, coraggiosa, ma che scompare in mezzo al tifo ellenico: pochi, ma con cori di una potenza che fanno paura e che già a Milano 2007 si erano manifestati al diapason.

Arriva Sandro Campagna che dispensa strette di mano a tutti, qui dove fu commissario tecnico della Grecia e dove vanta numerosi amici. Poi si sistema a bordo vasca accanto al presidente Barreca. Sta fuori Gitto. Porzio opta per Giacoppo e mette in formazione entrambi i mancini, Madaras e Jokovic.

Non esiste il cestello a centrovasca per cui Alexandrscu deve scodellare il pallone (in una circostanza a favore dei greci) dal bordo e i velocisti devono partire dalla corsie laterali. Janovic conquista, ma mette palla sotto, fallo contro. Non succede niente per tre minuti. Esce Figari e Tempesti ed Ivovic fanno muro, esce Mallarach e Janovic fa lo 1-0 da posizione cinque. Esce Figari e sull’azione Giorgetti fa fallo da rigore, segna Fontoulis, 1-1.

Sulla battuta al centro Pontikeas fa fallo da rigore, batte Janovic ed è 2-1 per il Recco, palla nella quadrella a destra do Deligiannis. Un paio di espulsioni non sfruttate dai biancorossi, e Ivovic con un bolide da posizione centrale fa il 3-1 per il liguri.

Inizio ripresa: Felugo tira fuori dal cilindro il suo classico coniglio, 4-1 dai sette metri, leggermente defilato a destra. Di là c’è Tempesti ed i greci lo hanno capito… inutile provare. Segna Figlioli con un bolide, massimo vantaggio, subito dopo Lapenna, ed è una parte di parziale strepitosa, 0-3 nei primi 3 minuti. L’enorme tensione del club biancoceleste che si gioca quasi tutto sta lasciando il passo alla consapevolezza della superiorità che appare netta. L’Olymiakos non riesce a trasformate finora alcuna superiorità numerica, ferrea la difesa di Porzio, sono zero su sette.

Straordinaria la partecipazione della panchina pur in tale vantaggio, tutti in piedi a far da corona a Porzio, tesissimo. A venti secondi dalla fine i greci segnano il secondo gol, trasformando la prima superiorità. E’ fuori Aicardi, in doppia penalità. Segna Kapotsis. E’ il secondo gol consecutivo dei greci, ancora ad uomo in più.

La Pro Recco ristabilisce le distanze, fuori Kapotsis, segna Giorgetti, che poco dopo colpisce la traversa, siamo 3-7. Poco dopo Ivovic fa il +5: con un missile aria-aria, tanto si eleva, facendo partire la palla all’altezza dell’incrocio dove puntualmente di ferma solo perchè c’è la rete. Intanto la statistica dice che la Pro Recco ha subito un numero di espulsioni a questo punto doppio, 12 contro 6. Segnano ancora Kolonvos in superiorità il 4-8, Felugo in superiorità il 4-9 e così finisce il terzo tempo.

Il quarto parziale è tranquillo. Ivovic segna il + 6, massimo vantaggio. Giacoppo realizza il 4-11 con la più bella trasformazione di una superiorità della giornata. Poi due espulsioni definitive per raggiunto limite da falli: Figari (segna Schizas il 5-12), e Giacoppo (gol di Mallarach). Nel frattempo Ivovic con la sua quarta rete personale aveva portato i gol della squadra ospite a 12.

Straordinaria prova di forza della Pro Recco, che dal punto di vista difensivo non subisce praticamente gol a uomini pari, imbarazzata la retroguardia ellenica di fronte alla potenza dell’attacco italiano; non serve a Vlachos sostituire nel terzo tempo il portiere Deligiannis con Galanidis: non era colpa sua!

A fine partita Pino Porzio dichiara: “”Per dire che è fatta, manca ancra l’ultimo tassello; certo è importante quello che farà lo Jug. Ma non cambia nulla, per noi. Dobbiamo raggiungere la seconda posizione, quindi con l’Eger dovoremo vincere a tutti i costi a prescindere dagli avversari. Questa sera abbiamo dato una prova di forza di grande spessore, mostando personalità e con grande qualità anche fuori casa. Abbiamo mostrato anche una forma fisica invidiabile, espressa contro una squadrache solitamente è forte. Ma questa volta li abbiamo proprio tolti dal campo, praticamente bloccando del tutto il loro centro. Abbiamo fatto ottime ripartenze e gran gioco. Direi che stiamo lavorando e soprattutto stiamo arrivando”.

“Hanno segnato gol solo su superiorità o rigore – dice Andrea Mangiante . Noi abbiamo attuato una difesa insuperabile e siamo contenti di averli battuti così. Siamo contentissimi ma non è stato tanto facile, anche sa da fori o dal risultato sembrerebbe. Abbiamo realizzato un grande risultato”.

“Meno male che sappiamo tirare fuori gli artigli quando è il momento – afferma Norbert Madaras -. Era delicatissimo l’inizio, soprattutto i primi due tempi; in questo caso è andata molto bene perchè eravamo in vantaggio per 6-1 ed in tali circostanze poi le cose ti vanno bene di conseguenza. Questo a debilitato gli avversari, perchè ho visto che loro sono molto temibili quando sono in vantaggio, ma quando sono sotto di due o tre gol non hanno la stessa capacità”.

Il tabellino:
Olympiakos – Pro Recco 6-12
(Parziali: 1-3; 1-3; 2-3; 2-3)
Olympiakos: Deligiannis, Delakas, Goynas, Kapotsis 1, Fontoulis 1, Vlachopulos 1, Pontikeas, Ntoskas, Mourikis, Kolomvos 1, Blai Mallarach 1, Schizas 1, Galanidis. All. Theodoros Vlachos.
Pro Recco: Tempesti, Lapenna 1, Madaras, Figlioli 1, Giorgetti 1, Felugo 2, Janovic 2, Aicardi, Figari, Jokovic, Ivovic 4, Giacoppo 1, Pastorino. All. Giuseppe Porzio.
Arbitri: Adrian Alexandrescu (ROU), Emanuel Taylan (TUR). Delegato Len: Evgeny Sharonov (RUS).
Note. Superiorità numeriche: Olympiakos 5/15 più 1 rigore segnato, Pro Recco 4/9 più 1 rigore segnato. Espulsioni definitive: Figari, Giacoppo e Pontikeas, tutti nel quarto tempo per raggiunto limite di falli.

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Champions League, prova di forza della Pro Recco: Barceloneta battuto nettamente

Sori. Nella piscina di Sori, non riempita all’inverosimile, ma comunque ricolma oltre le aspettative, va in scena la partita tra Pro Recco e Barceloneta.

Tifosi caldissimi, con trombe, tamburi e striscioni, che creano un clima incandescente per una gara che la Pro Recco deve vincere a tutti i costi, entrando in vasca con la consapevolezza che lo Jug ha già vinto in Ungheria per 10-8 sull’Eger e che attualmente ha 3 punti in più in classifica dei liguri.

Com’è abitudine della società biancoceleste, la Pro Recco sposa una causa sociale e i giocatori entrano in vasca, indossando la maglietta che pubblicizza la lotta al neuroblastoma.

Neppure il tempo di fiatare che la Pro Recco, concentratissima, passa in vantaggio: in azione d’attacco ad uomini pari la palla viaggia coast-to-coast lateralmente da Ivovic a Giorgetti,che da posizione cinque, come il suo numero, trafigge con tiro angolatissimo Lopez Pinedo.

Pareggia subito il Barceloneta con l’ex Florentia, Lifante Espanol, ad uomo in più con Gitto nel pozzetto. Anche la Pro, poco dopo, sfrutta il suo uomo in più: fuori Munarriz, segna di nuovo Giorgetti dalla stessa posizione di prima, anche se con minor angolatura.

Ha la possibilità di incrementare la Pro Recco con tre espulsioni di seguito a favore: nella prima (nel pozzetto De Lera ) colpisce la traversa con Jokovic, nella terza (fuori Ubovic) il tiro è ribattuto (ma dopo i 20″, con le coppie già formate); solo nella seconda Ivovic (fuori Petkovic) si ricorda di Brescia e sfodera un terribile fendente dal centro, ribadendo il suo attualmente incredibile fiuto del gol. Fine del primo parziale 3-1.

Lo stesso colpisce un palo in inizio di secondo quarto,in posizione di certa tranquillità. Esce Petkovic con una decisione di Spiegel molto contestata dalla panchina gialloblu, segna Janovic da posizione cinque,scegliendo la soluzione personale dopo aver visto marcati i compagni.

Spiegel si fa perdonare dagli spagnoli e decide doppia espulsione in pochi secondi contro la Pro: fuori Giacoppo e Aicardi, in sette contro cinque accorcia l’ex, applauditissimo e celebrato con tanto di striscione a cuore, Perrone. 4-2

Si ripete Janovic a uomo più, con Fernandez nel pozzetto: colpisce la traversa Figlioli, riprende Felugo per il montenegrino che fulmina Lopez Pinedo; esultanza in serie della Pro Recco.

La partita si scalda, la panchina di Martin, richiamato verbalmente da Simion, si agita molto ad ogni decisione contraria. Janovic commette fallo grave su Sziranyi,rigore. Batte Espanol Lifante ed 5-3: anche lui esulta platealmente con temperamento tutto catalano.

In trenta secondi la Pro Recco passa dal potenziale +1 al reale +3. Va fuori Lapenna, pescato in fallo in ripartenza da Speigel, ma Tempesti para il tiro incrociato di Munarriz; fronte opposto, lancio illuminante di Jokovic a Ivovic che in posizione di centro anticipa avversario e prolunga in rete a schiaffo alzandosi fino in cielo. 6-3, mancano tre secondi alla sirena.

Accorcia in inizio di terzo tempo ancora Felipe Perrone, in superiorità per esclusione di Gitto, 6-4, ma è della Pro la conclusione più bella ad uomo in più: Spiegel e Simion mandano nel pozzetto in rapida successione Roca e Minguell. Il Barceloneta si chiude, è strettissimo, bella la circolazione di palla dei liguri, Ivocic, Aicardi, liberato a entro porta, schiaffo dall’alto in basso e gol spettacolare, 7-4.

Lungo periodo senza traumi, poi la Pro aumenta il divario, raggiungendo il massimo vantaggio, con Figlioli che da posizione tre,aiutato da un deviazione di Perrone,che per ciò si dispera, segna lo 8-4, con Sziranyi fuori. Ancora una prodezza di Tempesti sulla sirena a la Pro affronta l’ultimo riposo in vantaggio di quattro gol da gestire in 8 minuti.

L’ultimo quarto si apre con due tiri di rigore,uno causato da Figlioli e trasformato da Lifante Espanol, l’altro causato da Fernandez e trasformato da Figloli che bilancia in meno di un minuto. Poi esce Echenique al primo fallo, altra trasformazione superba con circolazione di palla egregia Ivovic-Janovic-Giacoppo al volo,tutto in verticale, 10-5.

Segna Ubovic, primo gol del centroboa catalano, 10-6. E’di Ivovic, ancora una volta goleador pesante, l’ultimo gol di una gara che la Pro vince, gestisce nella parte finale, dimostrando un crescendo di forma impressionante. Termina con la piscina tutta in piedi a scandire Re-cco, Re-cco!

Il tabellino:
Pro Recco-CNA Barceloneta 11-6
(Parziali: 3-1; 3-2; 2-1; 3-2)
Pro Recco: Tempesti, Lapenna, Madaras, Figlioli 2 (1 rig.), Giorgetti 2, Felugo, Janovic 2, Aicardi 1, Giacoppo 1, Jokovic, Ivovic 3, Gitto, Pastorino. All. Giuseppe Porzio.
CNA Barceloneta: Lopez-Pinedo, Sziranyi, Perrone 2, Munarriz, Espanol 3 (2 rig.), Minguell, Roca, Echenique, Ubovic 1, Fernandez, De Lera, Pektovic, Lloret. All, Jasus Martin.
Arbitri: Spiegel (GER), Simion (ROU). Delegato: Milivoj Bebic (Cro).
Superiorità numeriche: Pro Recco 7/11 + 1 rigore, Barceloneta 3/8 + 2 rigori.
Espulsioni definitive: nessuna.

Ora il team recchelino è secondo a pari punti con lo Jug Dubrovink e ai già qualificati iberici organizzatori della final six (miglior differenza negli scontri diretti). I campioni d’Italia giocheranno il 9 aprile ad Atene contro l’Olympiacos nella penultima giornata del girone A.

Gli altri risultati:
Eger (Hun)-Jug Dubrovnik (Cro) 8-10
Primonje Rijeka (Cro)-Olympiacos (Gre) 10-8

La classifica: Primorje Rijeka (Cro) 19; Barceloneta (Esp), Pro Recco e Jug Dubrovnik (Cro) 13; Olympiakos (Gre) 9; Eger (Hun) 3.

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