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Pallanuoto, Champions League: la Pro Recco entra nella final six prima ancora di giocare, poi batte l’Eger

Sori. Parte con l’insolita etichetta di gara senza alcun valore la sfida tra Pro Recco e Eger, che fino a poche ore fa rappresentava il pass dei liguri per Barcellona. Gli ultimi avvenimenti infatti certificano che lo Jug, pareggiando ad Atene, si ferma già prima di questa gara sotto la Pro Recco di un punto e che il Barceloneta, perdendo con il Primorje, si attesta fin d’ora a pari punti con i biancocelesti, prima ancora della gara di questa sera… E poichè negli scontri diretti fra italiani e spagnoli sta meglio la squadra di Porzio, se ne deduce che la Pro, già prima di scendere in vasca, è qualificata per la final six ed è matematicamente seconda.

Resta l’imperativo categorico di giocare per il prestigio, cui la Pro Recco tiene moltissimo. Piscina di Sori riempita quasi in toto. L’orario, il giorno e il pathos internazionale effettivamente “tirano”. Fuori Tempesti (ma lunedi riprenderà a giocare) Figari, Fiorentini, Giacoppo e Fondelli per la la Pro, non pervenuti Biros e Zsolt Varga per lo Eger.

Il tempo perché Reemnet scodelli la palla sul bordo (il cestello si inceppa) che arrivano due gol in 46″: prima segna Aicardi dal centro dopo 22”, nell’azione susseguente pareggia Graham. Bellissimo il vantaggio ad uomo in più del Recco: la palla è a Niccolò Gitto in posizione cinque, il romano finta ripetutamente, si regge sulle gambe e, quando queste non reggono più, Biszritsanyi lo trafigge con tiro incrociato.

Nuovo pareggio dell’Eger con Bedo dai sette metri, siamo sul 2-2 e la gara sembra equilibrata. Arrivano però tre gol consecutivi dei biancocelesti, Janovic, Giorgetti (entrambi dalla distanza, entrambi a uomini pari) e Aicardi a uomo in più, proprio allo scadere del tempo, mentre Santavy sta rientrando dal pozzetto, 5-2. Ci pensa Batori a uomo in più (fuori Figlioli) ad accorciare, sfruttando l’unica superiorità fin qui degli ungheresi.

Partita allegrotta dove gli attacchi rendono meglio delle difese e le squadre pensano a divertirsi, giusto così. Segna Jokovic, 6-3, 9 gol complessivi in meno di 7 minuti. Piccolo pasticcio fra Spanoudis e il delegato che assegnano un’espulsione a Janovic, mentre spetterebbe a Figari. Tutto risolto durante l’intervallo.

La seconda frazione si apre con due gol in superiorità, prima Lapenna (fuori Gor-Nagy) poi Lorincz (fuori Felugo) con tiro scoccato mentre il chiavarese sta rientrando, come nel gol di Aicardi del 5-2. Figlioli segna di potenza l’8-4. Stupendo il gol del 9-4, con la circolazione della palla tipo uomo in più (ma ad uomini pari): suggerimento di Janovic dalla sinistra, Giorgetti devia dal centro al volo con il palmo della mano.

Egualmente raffinata, la colomba, al suo connazionale, di Norby Madaras: riceve lateralmente, chiama su di sé tre uomini, fintando la bomba, invece di polso scodella un tiro maligno che inganna tutti, 10-4. La Pro Recco decolla, mostrando una forza impressionante, segna ancora Nick Gitto, è il quarto gol consecutivo. Interrompe la serie Kovacs ad uomo in più (espulso Madaras), che sale in cielo e spara da posizione quattro con comodità.

Bellissima la superiorità numerica per circolazione di palla subito dopo l’intervallo lungo: sette tocchi consecutivi che passano anche attraverso i polpastrelli di Figari, il quale allunga alle spalle, con palla che da sinistra giunge a Lapenna, pronto a deviare sotto misura a porta vuota: grande spettacolo.

Subito dopo il recchelino doc segna ad uomo in più: lo smarca Felugo in un duetto tutto della riviera levantina. Era l’unico fino ad ora con Felugo e Ivovic a non aver segnato: 13-5. Riduce Salamon ad uomo in più, primo gol ungherese in questo quarto. Espulsione doppia decretata da Reemnet, prima Janovic, poi Figlioli, ma l’Eger non ne approfitta, colpendo due volte lo stesso palo.

L’ultimo quarto vede Lapenna diventare goleador digiornata, deviando in tap-in una palla smanacciata da Figlioli su respinta da Bisztritsanyi. La Pro Recco a questo punto è già con la testa in vacnaza e consente agli avversari i tre gol di fila con cui chiudono a prporio vantaggio l’ultimo parziale per 3-1. Segnao Zalanki, Batori con il suo secondo gol personale, ancora in superiorità, e Salamon, ad un secondo dalla sirena.

Ciò non impedisce ai tifosi di festeggiare i giocatori della Pro Recco per la qualificazione con con tutta la piscina in piedi ad applaudire e con il frastuono dalle trombette stile vuvuzela, novità delle ultime settimane dei supporters biancocelesti.

Il tabellino:
Pro Recco – ZF Eger 14-9
(Parziali: 6-3, 5-2, 2-1, 1-3)
Pro Recco: Viola, Lapenna 3, Madaras 1, Figlioli 1, Giorgetti 2, Felugo, Janovic 1, Aicardi 2, Figari 1, Jokovic 1, Ivovic, Gitto 2, Pastorino. All, Giuseppe Porzio.
ZF Eger: Bistzristanyi, Santavy, Batori 2, Graham 1, Salamon 2, Kovacs 1, Bedo 1, Zalanki 1 Lorincz 1, Gor-Nagy, Bundschuh, Hornyak, Meixner. All. Norbert Dabrowsky.
Arbitri: Gideon Reemnte (NED), Grigoius Spanoudis (GRE). Delegato: Stefan Bottlik (SVK).
Note. Superiorità numeriche: Pro Recco 5/9, Eger 5/10. Espulsioni definitive: nessuna.

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Anche la Champions League saluta Vujadin Boskov: domani e mercoledì un minuto di silenzio

Anche il calcio giocato in lutto per la morte di Vujadin Boskov, l’ex allenatore della Sampdoria campione d’Italia. Domani e mercoledì in occasione delle semifinali di Champions League.

Prima dell’inizio delle partite Bayern-Real di domani e Chelsea-Atletico Madrid verrà osservato un minuto di silenzio in memoria del mister blucerchiato e del bluagrana Tito Vilanova.

La decisione è stata presa dall’Uefa e resa nota tramite twitter.

E’ intanto arrivato anche un saluto da parte dei tifosi del Genoa. “Addio Vujadin – scrive l’Associazione Club Genoani – fiero e leale acerrimo “nemico”, testimone di un calcio che non esiste più”.

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Pallanuoto, Champions League: Pro Recco, la final six è vicinissima

Recco. La Pro Recco impedisce all’Olympiaxos di esprimersi e lo trafigge con una condotta spietata. La final six di Barcellona, in programma dal 29 al 31 maggio, è sempre più vicina.

Negli altri incontri pareggio per 11-11 tra Jug Dubrovnik e Primorje EB Rijeka, mentre il Barceloneta batte 9 a 5 l’Eger. La classifica è ora la seguente: Primorje Rijeka 20; Pro Recco e Barceloneta 16; Jug Dubrovnik 14; Olympiakos 9; Eger 3.

Non si può certo affermare che il pubblico ateniese abbia risposto con l’enfasi della partita della vita. Nella vetusta piscina Kapagerov, un capannone al centro dell’intasato traffico del Pireo, è arrivata la metà del pubblico previsto di greci, presi in questi giorni da problemi economici gravi e da una giornata di sciopero che si è riflettuta su molti settori.

Dalla Liguria invece due spettatori, una coppia partita in aereo, coraggiosa, ma che scompare in mezzo al tifo ellenico: pochi, ma con cori di una potenza che fanno paura e che già a Milano 2007 si erano manifestati al diapason.

Arriva Sandro Campagna che dispensa strette di mano a tutti, qui dove fu commissario tecnico della Grecia e dove vanta numerosi amici. Poi si sistema a bordo vasca accanto al presidente Barreca. Sta fuori Gitto. Porzio opta per Giacoppo e mette in formazione entrambi i mancini, Madaras e Jokovic.

Non esiste il cestello a centrovasca per cui Alexandrscu deve scodellare il pallone (in una circostanza a favore dei greci) dal bordo e i velocisti devono partire dalla corsie laterali. Janovic conquista, ma mette palla sotto, fallo contro. Non succede niente per tre minuti. Esce Figari e Tempesti ed Ivovic fanno muro, esce Mallarach e Janovic fa lo 1-0 da posizione cinque. Esce Figari e sull’azione Giorgetti fa fallo da rigore, segna Fontoulis, 1-1.

Sulla battuta al centro Pontikeas fa fallo da rigore, batte Janovic ed è 2-1 per il Recco, palla nella quadrella a destra do Deligiannis. Un paio di espulsioni non sfruttate dai biancorossi, e Ivovic con un bolide da posizione centrale fa il 3-1 per il liguri.

Inizio ripresa: Felugo tira fuori dal cilindro il suo classico coniglio, 4-1 dai sette metri, leggermente defilato a destra. Di là c’è Tempesti ed i greci lo hanno capito… inutile provare. Segna Figlioli con un bolide, massimo vantaggio, subito dopo Lapenna, ed è una parte di parziale strepitosa, 0-3 nei primi 3 minuti. L’enorme tensione del club biancoceleste che si gioca quasi tutto sta lasciando il passo alla consapevolezza della superiorità che appare netta. L’Olymiakos non riesce a trasformate finora alcuna superiorità numerica, ferrea la difesa di Porzio, sono zero su sette.

Straordinaria la partecipazione della panchina pur in tale vantaggio, tutti in piedi a far da corona a Porzio, tesissimo. A venti secondi dalla fine i greci segnano il secondo gol, trasformando la prima superiorità. E’ fuori Aicardi, in doppia penalità. Segna Kapotsis. E’ il secondo gol consecutivo dei greci, ancora ad uomo in più.

La Pro Recco ristabilisce le distanze, fuori Kapotsis, segna Giorgetti, che poco dopo colpisce la traversa, siamo 3-7. Poco dopo Ivovic fa il +5: con un missile aria-aria, tanto si eleva, facendo partire la palla all’altezza dell’incrocio dove puntualmente di ferma solo perchè c’è la rete. Intanto la statistica dice che la Pro Recco ha subito un numero di espulsioni a questo punto doppio, 12 contro 6. Segnano ancora Kolonvos in superiorità il 4-8, Felugo in superiorità il 4-9 e così finisce il terzo tempo.

Il quarto parziale è tranquillo. Ivovic segna il + 6, massimo vantaggio. Giacoppo realizza il 4-11 con la più bella trasformazione di una superiorità della giornata. Poi due espulsioni definitive per raggiunto limite da falli: Figari (segna Schizas il 5-12), e Giacoppo (gol di Mallarach). Nel frattempo Ivovic con la sua quarta rete personale aveva portato i gol della squadra ospite a 12.

Straordinaria prova di forza della Pro Recco, che dal punto di vista difensivo non subisce praticamente gol a uomini pari, imbarazzata la retroguardia ellenica di fronte alla potenza dell’attacco italiano; non serve a Vlachos sostituire nel terzo tempo il portiere Deligiannis con Galanidis: non era colpa sua!

A fine partita Pino Porzio dichiara: “”Per dire che è fatta, manca ancra l’ultimo tassello; certo è importante quello che farà lo Jug. Ma non cambia nulla, per noi. Dobbiamo raggiungere la seconda posizione, quindi con l’Eger dovoremo vincere a tutti i costi a prescindere dagli avversari. Questa sera abbiamo dato una prova di forza di grande spessore, mostando personalità e con grande qualità anche fuori casa. Abbiamo mostrato anche una forma fisica invidiabile, espressa contro una squadrache solitamente è forte. Ma questa volta li abbiamo proprio tolti dal campo, praticamente bloccando del tutto il loro centro. Abbiamo fatto ottime ripartenze e gran gioco. Direi che stiamo lavorando e soprattutto stiamo arrivando”.

“Hanno segnato gol solo su superiorità o rigore – dice Andrea Mangiante . Noi abbiamo attuato una difesa insuperabile e siamo contenti di averli battuti così. Siamo contentissimi ma non è stato tanto facile, anche sa da fori o dal risultato sembrerebbe. Abbiamo realizzato un grande risultato”.

“Meno male che sappiamo tirare fuori gli artigli quando è il momento – afferma Norbert Madaras -. Era delicatissimo l’inizio, soprattutto i primi due tempi; in questo caso è andata molto bene perchè eravamo in vantaggio per 6-1 ed in tali circostanze poi le cose ti vanno bene di conseguenza. Questo a debilitato gli avversari, perchè ho visto che loro sono molto temibili quando sono in vantaggio, ma quando sono sotto di due o tre gol non hanno la stessa capacità”.

Il tabellino:
Olympiakos – Pro Recco 6-12
(Parziali: 1-3; 1-3; 2-3; 2-3)
Olympiakos: Deligiannis, Delakas, Goynas, Kapotsis 1, Fontoulis 1, Vlachopulos 1, Pontikeas, Ntoskas, Mourikis, Kolomvos 1, Blai Mallarach 1, Schizas 1, Galanidis. All. Theodoros Vlachos.
Pro Recco: Tempesti, Lapenna 1, Madaras, Figlioli 1, Giorgetti 1, Felugo 2, Janovic 2, Aicardi, Figari, Jokovic, Ivovic 4, Giacoppo 1, Pastorino. All. Giuseppe Porzio.
Arbitri: Adrian Alexandrescu (ROU), Emanuel Taylan (TUR). Delegato Len: Evgeny Sharonov (RUS).
Note. Superiorità numeriche: Olympiakos 5/15 più 1 rigore segnato, Pro Recco 4/9 più 1 rigore segnato. Espulsioni definitive: Figari, Giacoppo e Pontikeas, tutti nel quarto tempo per raggiunto limite di falli.

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Champions League, prova di forza della Pro Recco: Barceloneta battuto nettamente

Sori. Nella piscina di Sori, non riempita all’inverosimile, ma comunque ricolma oltre le aspettative, va in scena la partita tra Pro Recco e Barceloneta.

Tifosi caldissimi, con trombe, tamburi e striscioni, che creano un clima incandescente per una gara che la Pro Recco deve vincere a tutti i costi, entrando in vasca con la consapevolezza che lo Jug ha già vinto in Ungheria per 10-8 sull’Eger e che attualmente ha 3 punti in più in classifica dei liguri.

Com’è abitudine della società biancoceleste, la Pro Recco sposa una causa sociale e i giocatori entrano in vasca, indossando la maglietta che pubblicizza la lotta al neuroblastoma.

Neppure il tempo di fiatare che la Pro Recco, concentratissima, passa in vantaggio: in azione d’attacco ad uomini pari la palla viaggia coast-to-coast lateralmente da Ivovic a Giorgetti,che da posizione cinque, come il suo numero, trafigge con tiro angolatissimo Lopez Pinedo.

Pareggia subito il Barceloneta con l’ex Florentia, Lifante Espanol, ad uomo in più con Gitto nel pozzetto. Anche la Pro, poco dopo, sfrutta il suo uomo in più: fuori Munarriz, segna di nuovo Giorgetti dalla stessa posizione di prima, anche se con minor angolatura.

Ha la possibilità di incrementare la Pro Recco con tre espulsioni di seguito a favore: nella prima (nel pozzetto De Lera ) colpisce la traversa con Jokovic, nella terza (fuori Ubovic) il tiro è ribattuto (ma dopo i 20″, con le coppie già formate); solo nella seconda Ivovic (fuori Petkovic) si ricorda di Brescia e sfodera un terribile fendente dal centro, ribadendo il suo attualmente incredibile fiuto del gol. Fine del primo parziale 3-1.

Lo stesso colpisce un palo in inizio di secondo quarto,in posizione di certa tranquillità. Esce Petkovic con una decisione di Spiegel molto contestata dalla panchina gialloblu, segna Janovic da posizione cinque,scegliendo la soluzione personale dopo aver visto marcati i compagni.

Spiegel si fa perdonare dagli spagnoli e decide doppia espulsione in pochi secondi contro la Pro: fuori Giacoppo e Aicardi, in sette contro cinque accorcia l’ex, applauditissimo e celebrato con tanto di striscione a cuore, Perrone. 4-2

Si ripete Janovic a uomo più, con Fernandez nel pozzetto: colpisce la traversa Figlioli, riprende Felugo per il montenegrino che fulmina Lopez Pinedo; esultanza in serie della Pro Recco.

La partita si scalda, la panchina di Martin, richiamato verbalmente da Simion, si agita molto ad ogni decisione contraria. Janovic commette fallo grave su Sziranyi,rigore. Batte Espanol Lifante ed 5-3: anche lui esulta platealmente con temperamento tutto catalano.

In trenta secondi la Pro Recco passa dal potenziale +1 al reale +3. Va fuori Lapenna, pescato in fallo in ripartenza da Speigel, ma Tempesti para il tiro incrociato di Munarriz; fronte opposto, lancio illuminante di Jokovic a Ivovic che in posizione di centro anticipa avversario e prolunga in rete a schiaffo alzandosi fino in cielo. 6-3, mancano tre secondi alla sirena.

Accorcia in inizio di terzo tempo ancora Felipe Perrone, in superiorità per esclusione di Gitto, 6-4, ma è della Pro la conclusione più bella ad uomo in più: Spiegel e Simion mandano nel pozzetto in rapida successione Roca e Minguell. Il Barceloneta si chiude, è strettissimo, bella la circolazione di palla dei liguri, Ivocic, Aicardi, liberato a entro porta, schiaffo dall’alto in basso e gol spettacolare, 7-4.

Lungo periodo senza traumi, poi la Pro aumenta il divario, raggiungendo il massimo vantaggio, con Figlioli che da posizione tre,aiutato da un deviazione di Perrone,che per ciò si dispera, segna lo 8-4, con Sziranyi fuori. Ancora una prodezza di Tempesti sulla sirena a la Pro affronta l’ultimo riposo in vantaggio di quattro gol da gestire in 8 minuti.

L’ultimo quarto si apre con due tiri di rigore,uno causato da Figlioli e trasformato da Lifante Espanol, l’altro causato da Fernandez e trasformato da Figloli che bilancia in meno di un minuto. Poi esce Echenique al primo fallo, altra trasformazione superba con circolazione di palla egregia Ivovic-Janovic-Giacoppo al volo,tutto in verticale, 10-5.

Segna Ubovic, primo gol del centroboa catalano, 10-6. E’di Ivovic, ancora una volta goleador pesante, l’ultimo gol di una gara che la Pro vince, gestisce nella parte finale, dimostrando un crescendo di forma impressionante. Termina con la piscina tutta in piedi a scandire Re-cco, Re-cco!

Il tabellino:
Pro Recco-CNA Barceloneta 11-6
(Parziali: 3-1; 3-2; 2-1; 3-2)
Pro Recco: Tempesti, Lapenna, Madaras, Figlioli 2 (1 rig.), Giorgetti 2, Felugo, Janovic 2, Aicardi 1, Giacoppo 1, Jokovic, Ivovic 3, Gitto, Pastorino. All. Giuseppe Porzio.
CNA Barceloneta: Lopez-Pinedo, Sziranyi, Perrone 2, Munarriz, Espanol 3 (2 rig.), Minguell, Roca, Echenique, Ubovic 1, Fernandez, De Lera, Pektovic, Lloret. All, Jasus Martin.
Arbitri: Spiegel (GER), Simion (ROU). Delegato: Milivoj Bebic (Cro).
Superiorità numeriche: Pro Recco 7/11 + 1 rigore, Barceloneta 3/8 + 2 rigori.
Espulsioni definitive: nessuna.

Ora il team recchelino è secondo a pari punti con lo Jug Dubrovink e ai già qualificati iberici organizzatori della final six (miglior differenza negli scontri diretti). I campioni d’Italia giocheranno il 9 aprile ad Atene contro l’Olympiacos nella penultima giornata del girone A.

Gli altri risultati:
Eger (Hun)-Jug Dubrovnik (Cro) 8-10
Primonje Rijeka (Cro)-Olympiacos (Gre) 10-8

La classifica: Primorje Rijeka (Cro) 19; Barceloneta (Esp), Pro Recco e Jug Dubrovnik (Cro) 13; Olympiakos (Gre) 9; Eger (Hun) 3.

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Pallanuoto, Champions League: Pro Recco punita dallo Jug Dubrovnik, la strada si fa dura

Recco. Sembrerebbe sonnacchiosa questa Dubrovnik in tempo invernale, sotto la pioggia, ma basta entrare nella Bazen Gruz, la piscina ristrutturata prima della Euroleague 2006, per scoprire che duemila persone si sono date appuntamento per assistere ad una partita che vale moltissimo.

Tifo sonoro e corretto, musica che sembra quasi una marcia militar-nazionalista di regime per incoraggiare i giocatori, già carichi da sè stessi in quanto guidati da un “sanguigno” come Duho, palloncini rossoblù ovunque. I tifosi della Pro Recco non sono da meno, quanto a sostegno. Lo sono solo numericamente, al punto che possono essere menzionati uno per uno: Sandro, Michela, Piero, Paolo, Sara, Marco, Roberta, Marco, Carlo, Ezio, Michele, Valentina, Federico e la mitica Andreina Figari, 85enne, che già due ore prima della gara era in tribuna. Tutti uniti in una due giorni non certo rilassante, in mille peregrinazioni per amore di questi colori. E’ già una vittoria, questa.

Equilibrio assoluto per i primi tre minuti con un’espuslione per parte, senza alcuna concretizzazione. Poi però lo Jug sfrutta la sua terza con Sutalo (nel pozzetto Gitto). La Pro Reccp reagisce e inverte il risultato con due reti di seguito. Prima Figlioli realizza da posizione centrale, in superiorità con Miho Boskvic fuori per venti secondi. Sull’azione successiva questa volta ad uomini pari, Mladjan Janovic fa partire il suo proverbiale destro, respinge corto Bjiac e Giorgetti in tap in realizza l’1 a 2.

In chiusura di tempo lo Jug pareggia: protagonisti i tre uomini dell’azione precedente. Espulso Figlioli, prima dei venti secondi seconda espuslione di Giorgetti ed in doppio vantaggio Boskovic segna con il suo proverbiale destro. Ma attenzione, a questo punto il “suonatore di piano” va nel pozzetto per la seconda volta e dovrà limitare la sua foga per non lasciare la vasca definitivamente. Stessa sorte per Figari in inizio di secondo quarto. In questa circostanza Benic pesca il jolly e porta lo Jug in vantaggio per la seconda volta nella partita: 3-2.

Intanto entra in vasca l’altro mancino, Madaras, al posto di Jokovic, ma per brevi tratti Porzio opta anche per il doppio mancino con entrambi in vasca. Pareggia Mladjan Janovic ad uomo in più, mentre fuori va Vranjes, poi l’ex savonese commette fallo grave ed esce: trasforma la superiorità Buslje per il 4-3. Ad uomini pari pareggia Figlioli, poi lo Jug torna per l’ennesima volta in vantaggio e ancora ad uomo in più. Esce Gitto e segna Boskovic, il suo secondo gol personale: 5 pari. Arriva il gol dell’ex, Ivovic, in superiorità. La situazione di parità dura poco, perché a venti secondi dalla sirena per espulsione di Lapenna segna l’altro Janovic, Nikola, per un totale di 6-5 per i locali.

Tutti i gol dello Jug a metà gara sono stati segnati ad uomo in più, con una media di trasformazione a questo punto di 6 su 8, che non è un gran merito per la Pro Recco. Comincia male il terzo quarto con un fallo da rigore di Figlioli su Dobud, Nikola Janovic trasforma. Non vuol essere da meno il fratello Mladjan, che coglie una deliziosa colomba incrociata ad uomo in più: 7-6 e parzialmente annullato il primo doppio vantaggio dei croati di poco prima. Passa un minuto e va ancora meglio: pareggia Jokovic che dà un grande dolore ai suoi ex tifosi. Metà applausi e metà fischi, 7-7.

Lo Jug sbaglia finalmente una superiorità, per la seconda volta doppia. Birakis caccia Giorgetti e Neumov, poco dopo, Felugo, ma Vranjes sbaglia mira. Ultimo quarto al calor bianco, grande tifo in vasca ma quelli di Recco si sentono, eccome. Tutto e il contrario di tutto può ancora succedere. Nikola Janovic è in controfuga su Tempesti, ma Ivovic è autore di un recupero prodigioso, pericolo scampato.

A quattro minuti dal termine, ad azione dello Jug terminata, Neumov pesca Felugo in “cravatta”: Boskovic è in posizione tre, quando tutti si aspettano il tiro, serve in colomba verticale Viskovic (una meraviglia) ed è di nuovo vantaggio Jug. Passano i secondi, la Pro Recco cerca di stringere i tempi, ma un paio di superiorità e una bella azione di Aicardi che si gira sul dorso vengono vanificate con vasca di Dubrovnik che esplode per lo mancato pericolo. Mancano 11 secondi, Tempesti serve velocemente Ivovic al centro, dieci bracciate e tiro della disperazione sulla sirena: ribatte un braccio alzato. E’ il simbolo della vittoria dello Jug e della sconfitta della Pro Recco, mentre la vasca è una bolgia.

Pino Porzio, a fine partita, dichiara: “Sapevamo che sarebbe stata una gara assolutamente difficile, ma penso che il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio per quello che è stato espresso. Siamo partiti con un difesa attenta, ma abbiamo sbagliato qualche cosa di troppo in avanti. Con parecchie occasioni sprecate per precipitosità o poca precisione loro ci hanno punito. Abbiamo creato molto ma concretizzato poco, come alla fine con un uno contro zero con Aicardi. Essendo stati poco lucidi ed avendo sprecato molto, loro giustamente ci hanno punito”.

“Loro sono tre punti avanti ma devono venire a Recco, dove noi dovremo, anzi dobbiamo ad ogni costo, ristabilire la parità in classifica. Mancano cinque partite e le sorprese non mancheranno, perché è difficile battere il Barceloneta di oggi, per tutti, o andare in Grecia a battere l’Olympiakos. Quindi situazione aperta ad ogni possibilità – conclude – anche se noi oggi appariamo un po’ in difficoltà”.

Il tabellino:
VK Jug Dubrovnik – Pro Recco 8-7
(Parziali: 2-2, 4-3, 1-2, 1-0)
VK Jug Dubrovnik: Bijac, Varnjes, Boskovic 2, N. Janovic 2 , Sutalo 1, Benic 1, Markovic, Buslje 1, Viskovic 1, Dobud, Marelja, Macan, Nizic. All. V. Duho.
Pro Recco: Tempesti, Lapenna, Madaras, Figlioli 2, Giorgetti 1, Felugo, M. Janovic 2, Aicardi, Figari, Jokovic 1, Ivovic 1, Gitto, Pastorino. All. G. Porzio.
Arbitri: Michalis Birakis (GRE), Sergey Naumov (RUS). Delegato: Jacquess Racine (SUI).
Note. Superiorità numeriche: Jug 7 su 12 + 1 rigore segnato, Pro Recco 4 su 14. Espulsioni definitive: Buslje e Macan nel quarto tempo per raggiunto limite di falli.

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Pallanuoto, Champions League: la Pro Recco si illude, poi cede alla distanza al Primorje Rijeka

Sori. La Pro Recco perde a Sori, sconfitta 8 a 6 dal Primorje Rijeka. Dopo le prime quattro giornate i biancocelesti dividono il secondo posto del girone A con lo Jug Dubrovnik (sconfitto 9-8 dal Barceloneta primo in classifica) e il Primorje a 7 punti. Due di queste tre andranno avanti nella competizione; una sarà eliminata, così come Eger (3 punti) e Olympiakos (0).

La pscina di Sori è gremita e vestita a festa, bardata con i gonfaloni biancocelesti della Pro Recco sistemati con cura in settimana dagli immancabili tifosi di casa.

La Pro Recco illude con i primi due tempi di grande spessore ed intensità, poi però cala nella seconda frazione, non tanto per cedimento quanto per la bravura degli avversari che registrano la difesa, passano in vantaggio per la prima volta e concedono ai liguri un solo gol in 16 minuti.

In questo conta molto anche la ferrea marcatura di Aicardi soprattutto da parte di un dimagrito ed in grande forma Radu, ex Florentia, che annulla Matteo. Conquista la prima palla al centro Fiorentini, poi e il “vecchio” Frano Vican (un passato illustre in Liguria nel Chiavari) per tre volte si erge a baluardo della sua porta da campione.

Al quarto tentativo la Pro Passa con Madaras da posizione tre. Subito dopo una superiorità numerica per espulsione di Buljubasic viene sfruttata al meglio da Ivovic che progressivamente sta trovando la porta: doppio vantaggio.

La superiorità del Primorje è vanificata da un forte muro della difesa biancoceleste. Esplode la panchina come ad un gol, il che testimonia della grinta e dell’unione del gruppo. Ma quella successiva è conclusa dal mancino Garcia in tiro incrociato a rimbalzo. Poco dopo Muslim raggiunge il pari su passaggio smarcante verticale di Daniel Varga. Ma questo parziale è destino si concluda con il vantaggio ligure. Ad uomo in più (due su due sfruttati finora) e con Antonio Petrovic nel pozzetto, Madaras serve corto sul primo palo a Lapenna, molto mobile, che anticipa l’avversario e batte Vican: esultanza a squarciagola.

Scoppiettante la seconda frazione ed improntata al concetto di equilibrio, anche se la Pro Recco, per la seconda volta, raggiunge il momentaneo +2: ci pensa Ivovic con un tiro di forza centrale che buca Vican. A questo punto due gol consecutivi dei croati, che pure trovano difficoltà ad infilzare la difesa locale provando spesso colombe a sorpresa o tiri dai sette metri. Nella circostanza però ci riescono prima Radu ad uomo in più, poi Daniel Varga su tiro di rigore fischiato da Colominas a Felugo, che protesta.

Ancora Ivovic porta in momentaneo vantaggio la Pro Recco. In chiusura c’è il pareggio di Denes Varga, non meno bravo del fratello che, servito in diagonale da Buljubasic, tocca la sfera sotto misura in maniera impercettibile ma sufficiente a trarre in inganno Tempesti. Parziale inverso rispetto alla prima frazione e totale in parità: 5-5.

La terza frazione è quella delle superiorità non sfruttate. Si incomincia con una recchelina (Obradovic) e due croate (Gitto e Figlioli nel pozzetto). Quella buona è trasformata da Setka da posizione angolatissima, ma con esecuzione di tiro di eccezionale velocità. E’ il primo vantaggio dei fiumani. Denes Varga porta pochi istanti dopo il vantaggio degli ospiti a +2.

Le speranze della Pro Recco si riaccendono con un cinque metri trasformato da Ivovic. L’aveva conquistato Lapenna per fallo di Petrovic e le proteste vibrate della panchina con conseguente ammonizione di Asic.

Sul 5-6 Sukno commette un’ingenuità: serivito in controfuga da Setka, che aveva strappato la palla a Madaras, il quale l’aveva conquistata con eccezionale agonismo e caparbietà in un’azione molto convulsa, potrebbe servire un compagno solo davanti a Tempesti, ma propende per la conclusione personale; para il toscano.

Un’azione che fa il paio con una straordinaria deviazione di testa del portiere pratese su tiro di Radu, che va a smorzarsi sulla traversa. Quattro superiorità consecutive non sfruttate (per la Pro, con Daniel Varga e Mulsim nel pozzetto): troppo, per sperare nel pareggio, tanto più che Denes Varga al suo terzo gol consecutivo segna da posizione 5 un gol che ai croati appare della sicurezza.

Ultimo quarto da parte del Primorje all’insegna della gestione: poco rischio e contenimento. C’è solo da annotare l’espulsione definitiva di Lapenna per limite di falli e un parziale che finisce inconsuetamente sullo 0 a 0.

E’ la seconda sconfitta interna della squadra recchelina in questa Champions League, dopo quella nelle fasi preliminari con il Radnicki.

Il tabellino:
Pro Recco – Primorje Rijeka 6-8
(Parziali: 3-2; 2-3; 1-3; 0-0)
Pro Recco: Tempesti, Lapenna 1, Madaras 1, Figlioli, Fondelli, Felugo, Janovic, Aicardi, Figari, Fiorentini, Ivovic 4, Gitto, Pastorino. All. Riccardo Tempestini.
Primorje Rijeka: Vican, Radu 1, Buljubasic, Krapic, De. Varga 3, Sukno, Muslim 1, Petrovic, Da. Varga, bradoviic, Sekta 1, Garcia Gadea 1, Jelovina. All. Ivan Asic.
Arbitri: Colomias (Esp), Szekely (Hun). Delegato: Bottlik (Svk).
Note. Superiorità numeriche: 3 su 8 più 1 rigore segnato per la Pro Recco; 3 su 9 più 1 rigore segnato per il Primorje. Espulsioni definitive: 6’40″ q.t. Lapenna per raggiunto limite di falli.

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Pallanuoto, Champions League: Pro Recco, un pareggio prezioso

Recco. La Pro Recco torna dalla Spagna con un pareggio, 10 a 10, frutto di una gara in costante perfetto equilibrio. I biancocelesti, però, hanno rischiato di restare a mani vuote, dato che hanno realizzato il pareggio decisivo solamente a pochi secondi dalla fine con Madaras in controfuga.

In tutto l’incontro non si è registrato un doppio vantaggio. Il Barceloneta quasi sempre costringe la Pro Recco ad inseguire; in tre sole occasioni gli italiani mettono la testa avanti: sul 3-4 (Ivovic in controfuga), sul 6-7 (rigore conquistato da Aicardi) e sul 7-8 (entrata e palomba vincente di Figlioli). Il vantaggio ligure dura sempre pochissimo.

Riccardo Tempestini, allenatore della Pro Recco, dichiara: “Partita equilibratissima, dall’inizio alla fine, come il risultato di tutti i parziali dimostra, tutti finiti in parità. La gara avrebbe potuto evolversi in ogni momento con la vittoria dell’una o dell’altra squadra, visto che il massimo vantaggio per entrambe è stato di un solo gol, mai di due”.

“Loro sono una squadra che ha molta fiducia in se stessa – prosegue -. Ci si aspettava proprio una squadra così, visti i risultati precedenti, che sono tutti favorevoli per loro e contro grosse squadre, come l’Eger dove hanno vinto a mani basse. Si vede che hanno un gioco molto pimpante, si muovono in sintonia, non hanno paura di tirare da tutte le posizioni, con sicurezza. Evidentemente la qualificazione già ottenuta conferisce loro molta tranquillità”.

“Noi, per contro – rimarca l’allenatore -, un po’ abbiamo faticato, ma quasi sempre abbiamo trovato la forza per riemergere e trovare il pareggio, anzi un paio di volte siamo andati in vantaggio. Quello definitivo è arrivato un po’ per loro ingenuità perché erano in fase di gestione di possesso della palla a venti secondi dalla sirena; si sono rilassati un po’ e ci hanno consentito una controfuga quattro contro tre che Madaras ha concluso in rete a 12″ dalla fine”.

“Di buono questa sera ho visto la grinta consueta. Non siamo una squadra che molla e lo abbiamo dimostrato anche nelle altre partite disputate; Cerchiamo sempre di infondere il massimo in qualunque situazione con la voglia di farcela fino alla fine. Per contro speravo in qualcosa di più nella fluidità del gioco. E’ comunque un pareggio importante, che va valutato in accezione positiva; dimostra l’enorme forza di questo girone che ora ha tre squadre in testa a pari punteggio. Resta il fatto – conclude Tempestini – che abbiamo ancora aree di miglioramento e dobbiamo migliorare a tutti i costi”.

Il tabellino:
Barceloneta – Pro Recco 10-10
(Parziali: 3-3, 3-3, 2-2, 2-2)
Barceloneta: Pinedo, Sziraniy 1, Portana, Munarriz, Espanol 1, Minguell 3, Roca, Echenuique, Ubovic 2, Fernandez 1, De Lera, Petkovic 2, Lloret. All. Martin.
Pro Recco: Tempesti, Lapenna, Madaras 2, Figlioli 2, Fondelli, Felugo 2, Janovic Giacoppo, Figari 1, Ivovic 1, Aicardi 2, Gitto, Pastorino. All. Tempestini.
Note: uscito Minguell per limite di falli nel terzo tempo; superiorità numeriche 3 su 7 più 1 rigore segnato per il Barceloneta, 4 su 7 più 2 rigori di cui 1 segnato per la Pro Recco.

La classifica del girone A: Jug 7, Barceloneta 7, Pro Recco 7; Primorje 4; Eger 0, Olympiakos 0. Il girone B: Brescia 9, Radnicki Kragujevac 9; Spandau 4; Partizan 3; Galatasaray 1; Oradea 0.

Si qualificano alla final six in programma a Barcellona dal 29 al 31 maggio le migliori tre squadre per girone.

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Pallanuoto, Pro Recco avanti: l’analisi di Riccardo Tempestini e i commenti dei protagonisti

Recco. Riccardo Tempestini, passata la tensione di Belgrado, analizza con serenità il prossimo cammino della Pro Recco in Champions, non senza uno sguardo a ritroso sull’incredibile sabato pallanuotistico contro la Stella Rossa: “Finalmente è passato quel momento difficile che abbiamo affrontato per arrivare alla Champions a tutti costi, anche perché un’eventuale interruzione del nostro cammino avrebbe prodotto conseguenze difficilmente verificabili. La distribuzione della partite mi pare buona”.

“Le prime tre gare – spiega il tecnico – contro le tre squadre che, almeno sulla carta, sembrano le più abbordabili potrebbero darti un po’ di ossigeno, in attesa della parte centrale costituita da partite di andata e ritorno in breve tempo con le squadre croate che storicamente rappresentano la parte più difficile del girone. Però, calcolando trasferte anche come Eger, Olympiakos, Barceloneta, che non è da sottovalutare, per arrivare poi alle croate, ti accorgi che il livello di queste squadre è talmente alto da obbligarci a capire che occorrerà dare il meglio di noi stessi per affrontare una realtà veramente difficile; per altro verso ben venga la grande pallanuoto, nel senso che non ci sarà una sola partita dall’esito scontato e questo girone potrà dare vita a una serie di partite fenomenali!”.

Riviviamo il bel sabato pomeriggio contro la Stella Rossa… “A volte a caldo si dicono cose sull’onda dell’emotività, specie in una partita come quella con la Stella Rossa che ti ha coinvolto e che, a causa dei tiri di rigore, ti ha tenuto col fiato sospeso – dichiara -. Ora, che non c’è più questa enorme tensione addosso, rivedo con calma il comportamento della squadra e vedo che è stato molto buono, all’altezza, soprattutto sotto l’aspetto dell’attenzione, della concentrazione”.

“Non era davvero facile in quella, direi bellissima, bolgia – prosegue Tempestini -, perché giocare davanti a tanta gente così calorosa (e noi purtroppo non ci siamo abituati) è bello, ma sarebbe stato facile perdere la concentrazione e l’attenzione… cosa che non è successa.
Sicuramente dobbiamo ottenere meglio di quanto fatto finora a livello di gioco, ma partite come questa sono difficili, s’è visto anche dagli altri scontri degli altri gironi. Proprio per questo alla fine volevo elogiare in blocco il comportamento della squadra nel suo complesso”.

Stai dicendo che hai rivisto lo spirito di gruppo. “Sì, si sono aiutati molto i ragazzi. Sapevamo delle difficoltà ambientali. Anche all’interno della vasca era difficilissimo comunicare fra di loro; da fuori era praticamente impossibile, se non sfruttando quei brevi minuti di time-out o dei cambi di campo. Nonostante ciò, ho visto che la squadra si è aiutata tantissimo, i giocatori che si sono incitati a vicenda, dall’inizio alla fine, ossia ciò che esattamente dobbiamo fare. Però questo comportamento deve diventare la regola, non dobbiamo farlo solo nella partite di grande difficoltà e di enorme importanza. La squadra d’ora in poi dovrà compattarsi sempre di più, questo deve essere il filo conduttore; ma sono convinto che tutto ciò avverrà anche attraverso il miglioramento del nostro gioco”.

Stavridis e Alexandrescu, luci ed ombre… “Fra i due arbitri, rielaborando a mente fredda la gara, è andato meglio Stavridis, che mi pare abbia interpretato meglio la gara. Credo che non sia stato facile nemmeno per loro – dice Tempestini -. Alla fine della gara avevo detto che il numero praticamente pari e ‘chirurgico’ di espulsioni a carico delle due squadre non rispettava appieno il tipo di gioco espresso dalle stesse, perché la Stella Rossa, com’era facilmente prevedibile e, aggiungo, giustamente, ha giocato sull’aggressività; e avevo detto che per il tipo di gioco espresso, diverso dal nostro, avrebbe dovuto essere un po’ più penalizzata in espulsione di quanto sia avvenuto; sicché alla fine in qualcosina siamo creditori. Però, analizzando anche quest’assunto, a mente fredda dico che non possiamo essere scontenti nemmeno da questo punto di vista perché comunque uscire da una piscina del genere, con quelle caratteristiche ambientali, che hanno messo sotto pressione gli arbitri stessi, con una direzione di gara per niente scandalosa, non può che rendere soddisfatti di come sono andate le cose”.

Eraldo Pizzo, a fine partita, ha dichiarato: “Lo dico con un po’ di dispiacere, anche se siamo passati. La Stella Rossa è fuori. Meglio per noi, ma come si fa a inventarsi una scontro ad eliminazione fra queste due squadre a questo punto della stagione? Ora la pallanuoto deve rinunciare ad una società che porta in piscina 2000 persone, peraltro corrette. Continuiamo ad uccidere la pallanuoto, questa è una politica miope”.

Angiolino Barreca è concorde: “Lo dico davanti all’avversario Prlainovic: un regolamento di questo genere è da sciocchi. Sono andati fuori loro, potevamo andarci noi. Le politiche di due società come queste sono state messe in serio pericolo perchè prima di Natale una delle due ha dovuto rinunciare a tutto quello che ha costruito”.

Dejan Savic è amareggiato: “Mi spiace molto per questo pubblico perché dobbiamo uscire dalla manifestazione in qualità di campioni d’Europa. Questo risultato non posso dire che mi uccida la stagione, ma certamente cambia molte cose e tutto il programma stabilito. Qualcuno in alto deve fare l’esame di coscienza su queste regole. La Pro Recco è una grande squadra, essere riusciti a rimontare quattro gol per noi è stata un’impresa eccezionale”.

Niccolò Gitto non nasconde la propria gioia: “E’ stata la vittoria del cuore e della volontà. Volevamo qualificarci ad ogni costo e sapevamo che avremmo giocato in un ambiente terribile. Vincere così è stato ancora piu’ bello”.

Maurizio Felugo guarda al futuro: “Siamo riusciti in un’impresa importante. Davanti ad un pubblico così e ad una piscina così la vittoria assume un contorno particolare. Siamo arrivati a questa gara senza la possibilità di poterci allenare al meglio. Ora da questo momento cominceremo ad allenarci davvero”.

Andrjia Prlainovic sottolinea: “Sono andato sotto la gradinata perché i nostri tifosi sono stati meravigliosi. Noi sapevamo che avremmo potuto rimontare quattro gol. Siamo orgogliosi perché la Pro Recco è la squadra più forte del mondo e noi l’abbiamo messa in difficoltà”.

Sulla base dei risultati definitivi della giornata di Champions League, ecco come si presenta il prossimo cammino della Pro Recco comprensivo di avversarie e date degli incontri:
20/11/2013 Eger-Pro Recco
04/12/2013 Pro Recco-Olympiakos
18/12/2013 Barceloneta-Pro Recco
08/01/2104 Pro Recco-Primorje
29/01/2014 Jug-Pro Recco
22/02/2014 Pro Recco-Jug
15/03/2104 Primorje-Pro Recco
26/03/2014 Pro Recco-Barceloneta
09/04/2014 Olympiakos-Pro Recco
03/05/2014 Pro Recco-Eger

Pallanuoto, Champions League: Pro Recco, una qualificazione con i brividi

Recco. Non è pienissima come ci si aspettava la piscina Tasmaidjan di Belgrado, ma il tifo, dei comunque 2000 presenti si sente, eccome. Moltissimi giovani belgradesi, suoni, luci, colori, musica di vago sapore nazionalista e un po’ retrò per caricare gli animi già carichi.

Sono presenti sette temerari ma eroici tifosi biancocelesti (Ezio, Carlo, Geppo, Michela, Paolo, Sara, Marco) che hanno percorso in auto i 1300 km che dividono Recco da Belgrado. Viktor Jelenic in persona, tenendo fede agli impegni assunti in settimana (“non c’è problema”) li accredita, ma li relega in un punto defilato dalla piscina forse per proteggerli dai tifosi serbi che non hanno gran nome, ma che di fatto si dimostrano caldi, ma sportivissimi.

Stella Rossa Pro Recco è per gran parte qui: nel fattore ambientale, quasi unico. Fischi sonori alla presentazione della Pro Recco, soprattutto per Ivovic, reo di essere montenegrino, e boato per i beniamini di casa.

Stella Rossa in calottina bianca (come si conviene agli ospitanti), ma ampiamente bordata di rosso. Parte facendo vedere i muscoli la squadra di casa: aggressiva in difesa, lascia pochi palloni attacca tutti gli spazi, mette le mani in faccia… e soprattutto segna: al primo tentativo Kljajevic, spalle alla porta, resiste sul dorso si gira e fulmina Tempesti da classico centroboa.

La Pro usufruisce di due superiorità, ma forza in entrambi i casi (Janovic da posizione cinque in un caso, bravo Sefik nell’altro). La Stella Rossa invece trasforma la sua egregiamente: fulmine di Andrja Prlinovic ad uomo in più, con Giorgetti nel pozzetto.

Sembra che la Pro Recco ceda, invece ha un sussulto: Felugo, approfittando dell’espulsione di Kljajevic, pesca il jolly con un tiro dei suoi a rimbalzo. Mancano 40″ alla sirena, ma la Stella Rossa riesce comunque a ristabilire il +2 con S. Rasovic con una colomba incrociata maligna.

Stavridis vede un fallo e lo fa battere dal punto giusto. Sefik fa finta di non capire e batte prima dell’autorizzzazione arbitrale, serve Rasovic tutto solo là a fondo vasca con gioco fermo, tira e segna con Tempesti ovviamente immobile. I belgradesi vorrebbero il gol e i tifosi mandano il Recco a quel paese, un classico di tutta la partita.

E’ il secondo tempo il più bello per il Recco. Nonostante Figlioli in superiorità accorci sul 3-2, i biancorossi, bravi ad uomo in più,segnano altri due gol di tal fatta con Prlainovic e V. Rasovic. Sul 5-2 la Stella Rossa è ad un passo da pareggiare i conti con l’andata. Nel frattempo la squadra di Tempestini è sfortunata due volte ad uomo in più, prima con una traversa e conseguente palo di Giorgetti, a Sefik strabattuto, poi con un tiro di Jokovic che colpisce l’incrocio e palla che rimbalza a centro vasca.

Sul +3 per i locali Tempesti salva su un’ennesima azione ad uomo in meno che, se trasformata dai serbi, avrebbe causato brutti danni. Nella seconda parte del secondo quarto gira il vento. La Pro macina e segna due importantissimi reti di fila che tengono i serbi a distanza, prima Ivovic che decide di caricare dai sette metri (palla toccata e poi sfuggita per pochi centimetri a Sefik) e poi Giorgetti. Il parziale si chiude con un significativo 3-2 per i liguri. Ora mancano solo 16” e lo svantaggio è solo di un gol.

Ancora di grande passione il terzo quarto. S. Rasovic segna il +2 (6-4), ma Lapenna riconquista il -1 con una straordinaria beluina incrociata alla fine di una azione di superiorità, quando le coppie erano appena formate. Ora gli stati d’animo di invertono. La Stella Rossa sente passare il tempo e va in affanno, la Pro Recco acquista tranquillità. Ma paradossalmente proprio in questa fase la squadra ligure paga il maggior dazio. V. Rasovic, due volte in superiorità, dalla stessa posizione cinque, sempre su passaggio di Prlainovic, sempre nella stessa maniera, porta il risultato sull’8-5. Siamo nella stessa situazione del secondo tempo, ma ora la Pro Recco dovrà fare a meno di Aicardi incorso fra i due gol di Rasovic nel terzo fallo.

Ci pensa Ivovic che, con un fendente dai sette metri, tiene a galla la baracca: parziale di 3-2 per la Stella Rossa, totale 8-6.

Ultima frazione al cardiopalmo. Avarmovic segna il 9-6 (per la terza volta la Stella Rossa a +3), Figlioli in superiorità sigla il 9-7 ed esulta come un ossesso; Radjen realizza il 10-7 con la complicità di Ivovic, che devia il tiro e inganna Tempesti il quale impersonifica lo spirito di squadre e lo va a rincuorare.

La Stella Rossa tiene acceso lumicino della speranza. Azioni alterne, La Pro Recco è combattuta fra la voglia di cercare il gol e la gestione dei circa due minuti che mancano al termine. Felugo riprova la magia, ma Sefik è veramente al giorno d’oggi uno dei più grandi portieri al mondo. La Stella Rossa trova quello che cercava da due settimane a 1″ e 7 decimi dalla sirena. La squadra di Savic, che aveva perso Mann poco prima per tre falli, sfrutta un’espulsione biancoceleste e da posizione uno con Avramovic gonfia la rete per l’11-7 che apre ai serbi l’ormai insperata porta dei tiri di rigore, al cospetto di una piscina incandescente.

Il cronometro è fermo a 1″, per la Pro non c’è tempo di reagire. Si va ai rigori. Tira Figlioli, gol, 11-8; Prlainocvic, gol, 12-8; Ivovic (tiro fatto ripetere e sempre trasformato), gol, 12-9; Vapenski, parato; Janovic parato; V. Rasovic, parato; Jokovic, gol, 12-10; Vuckcevic, gol, 13-10; Giorgetti parato 13-10; Radjen, palo, 13-10, che è il risultato finale.

Con un gol di scarto rispetto alla gara di andata la Pro Recco passa il turno e può festeggiare. Tutti abbracciano Tempesti che ha neutralizzato tre tiri dai cinque metri (uno con la complicità del palo) e Tempestini che può tirare un sospiro di sollievo.

Il tabellino:
Stella Rossa – Pro Recco 13-10
(Parziali: 3-1; 2-3; 3-2; 3-1)
Stella Rossa: Sefik, S. Rasovic 3, Radjen 1, Ivosevic, Kljajevic 1, Vukcevic, Avramovic 2, V. Rasovic 2, Randjelovic, Vapenski, Prlainovic 2, Mann, Draksimovic. All. Dejan Savic.
Pro Recco: Tempesti, Lapenna 1, Madaras, Figlioli 2, Giorgetti 1, Felugo 1, Janovic, Jokovic, Figari, Ivovic 2, Aicardi, Gitto, Pastorino. All. Riccardo Tempestini.
Arbitri: Georgios Stavridis (Gre), Adrian Alexandrescu (Rou). Delegato: Jaques Racine (Sui).
Note. Superiorità numeriche: Stella Rossa 7 su 13, Pro Recco 5 su 13. Espulsioni definitive: Aicardi nel terzo tempo e Mann nel quarto tempo per raggiunto limite di falli.

Pallanuoto, Champions League. Pro Recco, la fase a gironi è più vicina: 9-5 alla Stella Rossa

Recco. Vince la Pro Recco, ipotecando il passaggio del turno. Davanti ai 1200 spettatori di Sori i campioni d’Italia hanno battuto 9 a 5 la Stella Rossa nella partita di andata del terzo turno di Champions League, che promuove le vincenti del doppio confronto alla fase preliminare a gironi. La gara di ritorno è in programma sabato 9 novembre a Belgrado.

Fa subito vedere i muscoli la Stella Rossa che conquista la palla al centro e tira verso Tempesti. Non c’è tempo di verificare gli equilibri che la squadra di Dejan Savic passa in vantaggio con l’americano, ex nerviese, Mann: spalle alla porta il centroboa mantiene il controllo, si gira e fulmina Tempesti.

Pareggia nell’azione successiva Figari a uomo in più. Nel pozzetto va Radjen (espulsione conquistata da Aicardi) e il recchelino segna con palla prima parata e poi sfuggita ad un Sefik che si arrabbia molto con se stesso.

La Pro potrebbe andare in vantaggio. Janovic colpisce un palo, sulla superiorità numerica successiva (nel pozzetto Randjelovic) ancora l’ex savonese colpisce la traversa, con la complicità di un Sefik rinato. Anche la squadra del presidente Jelenic, presente in tribuna, sfrutta la sua superiorità nuerica: fuori Madaras, trasforma Vukcevic. I due centroboa arrivati al posto di Pijetlocvic hanno dunque messo il loro sigillo.

La Pro Recco insiste sulla ricerca del fallo sul centroboa. Aicardi prima conquista un tiro di rigore, trasformato da Ivovic, e e siamo sul 2-2, con cui si chiude la prima frazione. Poi, da solo, supera di forza Vukcevic e ad inizio di ripresa porta avanti i biancocelesti.

La prima frazione si era chiusa con time-out chiesto da Savic a 15 secondi dalla sirena e con un tiro di Giorgetti dalla propria metà vasca che impensierisce Sefik più del dovuto, data la distanza.

Sefik supera se stesso, prima su una beduina di Lapenna, poi su due tiri consecutivi di Gitto e Figlioli. Ma, quando la porta sembra stregata, ci pensa Janovic, in una serie di attacchi a percussione con un destro sensazionale: riceve la lateralmente da posizione cinque con una velocità di esecuzione eccezionale fra la ricezione e la partenza del tiro, gonfia la rete ospite sul palo lontano.

Due time-out consecutivi di Savic e Tempestini, poi ancora Giorgetti protagonista in chiusura di tempo: ingaggia un corpo a corpo, prende fallo a favore e dai sette metri finge il tiro potente e sfodera una colomba precisa che supera Sefik e finisce sul palo ad un secondo dal termine.

Conquista ancora la palla al centro la Pro Recco con Jokovic (nel secondo quarto c’era riuscito Figlioli) ed è importante perché nella prima azione guadagna un rigore. Lo conquista ancora Aicardi, assolutamente l’uomo partita, lo trasforma Giorgetti e conquista il primo doppio vantaggio.

La Stella Rossa segna e dimezza lo svantaggio, con Rasovic su espulsione di Figari, ma sta cedendo alla distanza di fronte ad un Recco in ascesa. Dal 5-4 la Pro passa ad 8-4 (massimo vantaggio) con un sontuoso parziale di 3 a 0 grazie a due gol di Aicardi, entrambi in superiorità numerica per espuslione di Radjen (entrambi trasformati i suoi falli gravi) e Randjelovic che guadagna l’espulsione definitiva. La trasformazione della prima avviene con una superba circolazione di palla, con smarcamento finale di Jokovic ad Aicardi solo davanti alla linea. Il +4 è di Jokovic che non fa vedere il suo sinistro a Sefik.

Peccato per la Pro Recco, che a pochi secondi dalla sirena, per un’espulsione temporanea di Figlioli che la panchina contesta, subisce il gol da Avramovic che realizza il -3.

Si ristabilisce il tutto nell’ultima frazione. Entrambe le compagini cercano di segnare, la Stella Rossa per ridurre lo svantaggio, la Pro Recco per essere più sicura. E’ una frazione emozionante, Tempesti si supera in un paio di circostanze finché Aicardi, ancora lui, viene pescato solissimo in controfuga (difesa serba suicida), agguanta la palla, gli sfugge e quando Sefik sembra averla conquistata il nazionale di Tovo San Giacomo la deposita in rete. Esplode la piscina, si esalta la panchina. Ora si pensa al Brescia e poi al ritorno. In Serbia sarà un “inferno”.

Le dichiarazioni di Tempestini: “Quattro gol sono un vantaggio che non ti consente di rilsassarci. Ne avremmo fatti di più se ci fossimo riusciti a abbiamo l’obbligo di tenere altissima la concentrazione. Bisognerà stare attenti, perché come si è visto oggi quando stavano perdendo, hanno cominciato a buttarsi sotto, dentro a due tre per volta, Lì se trovi un arbitraggio accondiscendente che penalizza i difensori tutto diventa davvero più difficile”.

“Però – prosegue – prima di fasciarci la testa parliamo della gara di oggi. L’arbitraggio è stato equilibrato e la squadra ha riposto come mi aspettavo. In questi due giorni ero tranquillo perché la squadra anche l’anno scorso ha dimostrato in simili frangenti di dare il meglio di sè”.

“Aicardi – dice ancora Tempestini -, se avesse sbagliato il gol del 9-5 l’avremmo conciato per bene. Ma al di là della battuta, ha guadagnato due rigori, ha guadagnato espulsioni, falli a favore, insomma ha giocato una grande partita. Ma non sarebbe giusto dimenticare gli altri. Tutti assieme hanno costituito una grande Pro Recco”.

“Abbiamo ottenuto un grande risultato contro una squadra forte e più rodata di noi – afferma Maurizio Felugo -. Noi abbiamo avuto poco tempo per prepararci e per giocatori del nostro calibro è importantissimo. Adesso andremo a giocare in una bolgia e sappiamo che nella pallanuoto quattro gol di vantaggio non sono niente, soprattutto in quella bolgia. Però noi siamo abituati a queste battaglie, giochiamo a pallanuoto solo per giocare in piscine come queste”.

“Ora dobbiamo lavorare per eliminare errori come quelli che anche oggi abbiamo commesso ma che abbiamo cercato di ridurre con il mini ritiro in Croazia. Abbiamo giocato con la squadra più forte ed abbiamo visto quali erano le nostre aree di miglioramento. Ora pensiamo a Brescia – conclude -, un’altra partita terribile, ma forse viene bene perché ci tiene in tensione per la gara di ritorno a Belgrado”.

Il tabellino:
Pro Recco – Crvena Zvezda 9-5
(Parziali: 2-2, 2-1, 4-2, 1-0)
Pro Recco: Tempesti, Lapenna, Madaras, Figlioli, Giorgetti, Felugo, Janovic 1, Jokovic 1, Figari 1, Ivovic, Aicardi 4, Gitto, Pastorino. All. Tempestini.
Cvrena Zvezda: Sefik, Rasovic 1, Strahinja., Radjen, Ivosevic, Kljajevic, Vukcevic 1, Avramovic 1, Rasovic Victor, Randjelovic, Vapenski 1, Prlainovic, Mann 1, Draksimovic. All. Savic.
Arbitri: Stavropulos Nikolaos (Gre) e Koryzna Rarodslaw (Pol). Delegato Len: Filoiu Nicuale (Ger).
Note. Superiorità numeriche: 2 su 7 più 2 rigori segnati per la Pro Recco, 3 su 10 per la Crvena Zvezda. Espulsioni definitive: Randjelovic per raggiunto limite di falli a 5’57” del terzo quarto.
Presenti fra il pubblico Alexandar Sosta, oro a Seul, Pino Porzio, oro a Barcellona, e Paolo Ragosa, oro ai mondiali di Berlino 1978. Presenti circa 20 tifosi da Belgrado.