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Vertenza Piaggio Aero, stop agli esuberi: Genova e Finale uniti nella trattativa

Finale/Villanova. Conferme sull’esito dell’incontro del 6 febbraio scorso, con lo stop ad ogni ipotesi di licenziamento per i lavoratori ed il via alla trattativa sindacale sui contenuti del piano industriale, con un vertice convocato all’Unione Industriali di Savona il prossimo 30 aprile ed un nuovo incontro a Roma il 12 maggio. E’ quanto è emerso nel lungo tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza Piaggio Aero, che ha visto la presenza del sottosegretario Claudio De Vincenti, delle istituzioni e di azienda e sindacati.

Proprio sul fronte sindacale l’odierno incontro romano sembra aver riunito le “anime” genovesi e savonesi, con le organizzazioni sindacali che avvieranno una trattativa congiunta. Nel pomeriggio, dalle 15:00, corteo e presidio dei lavoratori sotto la sede del Ministero.

“Da parte del Governo c’è la volontà di considerare Piaggio azienda strategica per l’aeronautica civile e militare, anche alla luce delle nuove produzioni, e questo è una prima garanzia – afferma Andrea Pasa della Fiom Cgil -. Eliminare dalla discussione gli esuberi per i lavoratori è un primo risultato positivo che speriamo possa essere consolidato con un percorso comune nei prossimi anni, a cominciare dalla possibilità della cassa integrazione della durata di 4 anni per ristrutturazione”.

Buone notizie sul fronte societario, con il gruppo di Abu-Dhabi arrivato all’87% della proprietà Piaggio, una ulteriore garanzie su investimenti e capitali futuri. Naturalmente, in particolare per lo stabilimento di Sestri rimane la difficile partita delle esternalizzazioni, con il Ministero che ha sollecitato l’azienda ad evitare ogni ipotesi di chiusura per Genova, rispettando l’accordo di programma sottoscritto. Rassicurazioni, invece, sembrano arrivare sul fronte del trasferimento a Villanova d’Albenga per le maestranze finalesi.

Rodriquez, sconcerto dei sindacati: “Bagarre preelettorale avvilente, si mantengano gli impegni”

Pietra Ligure. Ancora e sempre Rodriquez: è questo l’argomento principe della bagarre elettorale a Pietra, con continui scontri tra il sindaco De Vincenzi e la minoranza. Una battaglia che lascia perplessi i sindacati, tanto da essere definita “avvilente” dal segretario provinciale di Fiom Cgil Andrea Pasa. Che ora interviene per mettere alcuni “paletti”.

“Nelle ultime settimane sulla vertenza dei lavoratori dei cantieri navali Rodriquez si sono fatte tante parole, molte di queste dicendo cose assolutamente fuori dalla realtà – è la critica del sindacalista – Mi pare opportuno almeno dal punto di vista sindacale chiarire alcuni aspetti: il sindacato, insieme ai lavoratori tutti, ha sottoscritto un accordo che prevede il sostegno reddito per tutti i lavoratori, cassa integrazione straordinaria della durata di 24 mesi (2014-2015) e quindi non licenziamenti come qualcuno si ostina a dire, i cantieri scuola lavoro per tutti lavoratori in vari comuni della provincia di Savona. Tutti strumenti che hanno l’obiettivo di salvaguardare il più possibile il reddito dei lavoratori, ma soprattutto come cita l’accordo di programma in previsione della costruzione del nuovo cantiere che dovrà ospitare e quindi ricollocare tutti i lavoratori”.

“La ricollocazione dei lavoratori insieme ai cantieri scuola sono gli impegni che le istituzioni locali si sono prese dall’inizio di questa difficile vertenza, ponendo come questione centrale la riqualificazione delle aree ma mantenendo un cantiere attivo dove poter rioccupare i lavoratori – continua Pasa – Mi pare improprio e drammaticamente superficiale che ci siano ancora persone, dopo vari anni, che si ostinano a non capire il contenuto degli accordi, ma soprattutto contestano l’intera operazione e quindi anche la costruzione del nuovo cantiere mettendo in pratica in discussione la possibilità di trovare un nuovo lavoro ai dipendenti Rodriquez”.

“Il sindacato e i lavoratori hanno sottoscritto gli accordi di cassa integrazione straordinaria avendo come obiettivi due cose molto pratiche – chiarisce – un sostegno al reddito, e uno strumento che potesse traghettare le persone dopo la costruzione del nuovo cantiere. Penso siano strumentali le chiacchiere e le polemiche che giornalmente vengono fatte su questa vicenda, addirittura polemiche che vengono sollevate da chi quell’accordo lo ha pure firmato e quindi condiviso. La Fiom è abituata in provincia di Savona a mantenere i propri impegni – tuona – auspichiamo che siano solo bagarre pre elettorali, e chiederemo il rispetto degli impegni, in primis l’impegno di ricollocare i lavoratori in quelle aree, all’amministrazione comunale presente e sicuramente futura”.

“Una cosa è certa – conclude – è vergognoso continuare a dividersi all’interno del consiglio comunale sulla pelle dei lavoratori. Nel frattempo, proprio parlando di responsabilità, il sindacato nella giornata di ieri presso il Ministero del lavoro a Roma ha sottoscritto l’accordo sindacale per la richiesta dei 24 mesi di cassa integrazione straordinaria. La responsabilità adesso è tutta dell’istituzione e quindi del comune di Pietra Ligure e di chi ne compone gli organismi dirigenti”.

Tirreno Power, cassa ordinaria per 100 lavoratori dell’indotto

Vado L. Prime richieste di cassa integrazione ordinaria per 100 lavoratori dell’indotto di Tirreno Power. A richiedere le misure di ammortizzatori sociali tre aziende metalmeccaniche del savonese: in cassa i dipendenti di Elco, Fratelli Sambin e della Khunken.

Intanto i sindacati e i lavoratori della centrale attendono da parte del Governo la data della convocazione del tavolo presso i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.

“E’ un passaggio fondamentale per definire la situazione produttiva ed occupazionale dopo la sospensione dei due gruppi a carbone della centrale – dice Andrea Pasa, segretario provinciale della Fiom Cgil -. Ciò che ora più che mai chiediamo ad aziende e soprattutto all’Inps che dovrà erogarle è di pagare al più presto la cassa in modo da non ripetere quanto già accaduto nel recente passato”.

Non è ammissibile che si debba attendere anche sei o sette mesi per percepire una o due rate. I lavoratori, anche in questo senso, chiedono garanzie” conclude Pasa.

La Laer per l’indotto Piaggio, dura la Fiom savonese: “Si prendono in giro i lavoratori”

Finale L. “E’ preoccupante e drammaticamente superficiale che ci sia l’idea per la quale si debba ammortizzare il colpo del mancato arrivo di Toshiba in Valbormida con le questioni legate alle esternalizzazioni Piaggio, senza tenere minimamente conto delle posizioni del sindacato ma soprattutto dei lavoratori”. Così il segretario provinciale della Fiom savonese Andrea Pasa dopo le anticipazioni pubblicate da IVG.it sul possibile insediamento della Laer nelle aree valbormidesi che erano state opzionate dal colosso giapponese, che sembra dirottarsi verso Genova, con l’azienda di Benevento, specializzata in lavorazioni aeronautiche, che potrebbe assorbire gli esternalizzati di Piaggio Aero nel nuovo sito produttivo a Carcare.

“Speriamo che il prossimo 15 aprile presso il Ministero si possa iniziare ad entrare nelle specifiche del piano industriale, così come ci è stato richiesto dall’ultima assemblea effettuata a Finale Ligure, dimostrando una volta per tutte che alcune linee strategiche che la Piaggio ci ha presentato, compreso le questioni delle esternalizzazioni, non sono perseguibili nei tempi e nei modi fino ad oggi auspicati dall’azienda” sottolinea Andrea Pasa.

“Le attività che Piaggio intende esternalizzare e soprattutto nei tempi in cui lo vuol fare l’impresa, metterebbero a rischio l’intera filiera produttiva e provocherebbero inefficienze sicuramente maggiori che tenere tali attività all’interno, ancor più se fatto in concomitanza con il trasferimento a Villanova d’Albenga”.

“Tra l’altro il territorio, in primis il Comune di Finale Ligure, e recentemente numerosi sindaci della provincia di Savona, si sono impegnati, anche sottoscrivendo un documento, a favorire la positiva riuscita della messa in opera degli accordi tra sindacato e Piaggio, per il quale tutte le attività e tutti i lavoratori oggi presenti nello stabilimento di Finale Ligure devono essere trasferite nel nuovo stabilimento di Villanova”.

“E’ necessario chiedere il conto all’azienda, smontando pezzo per pezzo un piano industriale che non condividiamo e che così come strutturato non può essere considerato strumento utile per fare migliorare l’attuale situazione della Piaggio stessa e quindi delle persone che ci lavorano. Non si tratta di dove, ma se sia utile industrialmente alla Piaggio e perché privarsi di attività fino ad oggi prodotte con estrema qualità” conclude Pasa.

Piaggio, calda assemblea a Finale: “Si scende in piazza solo se trattativa va male”

Finale Ligure. Lo strappo tra Savona e Genova è ufficiale: i lavoratori dello stabilimento finalese di Piaggio non saranno in piazza con i colleghi di Sestri. Lo ha deciso l’assemblea di questa mattina, al termine di una lunga discussione in cui non sono mancati i momenti di tensione e gli scontri verbali.

La strategia dei genovesi di partire subito con le azioni di lotta non è stata condivisa dai colleghi di Finale, secondo i quali lo sciopero dovrà essere l’ultima spiaggia. “Dall’assemblea è emersa con forza, all’unanimità, la necessità di entrare nel merito del piano industriale – spiega Andrea Pasa di Cgil – perché siamo pronti a smontare pezzo per pezzo le linee che l’azienda ci ha presentato a gennaio: non siamo assolutamente d’accordo con il piano né in termini occupazionali né in termini industriali”.

Nel mirino, come noto, esternalizzazioni ed esuberi. I finalesi sono pronti alla lotta, ma solo se la discussione con l’azienda dovesse andare male: “I lavoratori ci hanno chiesto chiaramente di occuparci prima del piano industriale – conferma Pasa – noi storicamente siamo sempre pronti a scendere in piazza e a fare altre iniziative di lotta, ma ora la priorità è cercare un punto d’incontro. Solo qualora la trattativa naufragasse penseremo agli scioperi”.

Il conflitto con Genova è evidente, ed il rischio è che gli operai di Sestri accusino i colleghi finalesi di disinteresse per la loro situazione, non essendo direttamente toccati dalla chiusura dello stabilimento. Pasa tenta di smorzare i toni ed evita qualsiasi critica ai pari grado genovesi: “Laddove il sindacato si prende delle responsabilità e i lavoratori decidono non c’è mai da criticare, anzi vanno sostenuti”.

Stop Rodriquez, Pasa duro con il consiglio comunale di Pietra: “Provino loro a vivere con 750 euro e senza prospettive”

Pietra Ligure. “Stoppare e mettere in discussione la pratica Rodriquez vuol dire cancellare anni di promesse e di lotte dei lavoratori: forse a qualcuno farebbe bene provare a vivere con meno di 750 euro al mese e non avere alcuna prospettiva futura”. L’affondo arriva da Andrea Pasa, segretario provinciale di Fiom Cgil, ed è diretto ad una parte del consiglio comunale di Pietra Ligure, che ieri ha imposto lo stop alla pratica dei cantieri Rodriquez e del progetto di riqualificazione dell’area per finalità turistico e ricettive, oltre al nuovo polo della nautica pietrese.

“La presa di posizione di una parte della maggioranza ha solo finalità elettorali – aveva tuonato già ieri il sindaco De Vincenzi – conseguenza di diversi ricollocamenti nei nuovi schieramenti che si sono venuti a comporre in vista delle prossime elezioni”.

Pasa è ancora più critico. “Ricordo a tutti che l’accordo sottoscritto due settimane fa presso la regione Liguria dal sindacato dai lavoratrici insieme alle istituzioni e all’impresa é un accordo che prevede la possibilità di utilizzare due anni di cassa integrazione, un anno di cantieri scuola lavoro e l’impegno delle istituzioni locali, regione, provincia e comune a mettere in campo anche per il 2015 strumenti di sostegno al reddito ma soprattutto il reintegro di tutti i lavoratori all’interno del cantiere una volta ultimato – spiega – I lavoratori e le organizzazioni sindacali ha dimostrato responsabilità e serietà sottoscrivendo questi accordi; mi pare che non si possa dire altrettanto per una parte del consiglio comunale di Pietra Ligure, che stoppando la pratica della riqualificazione delle aree e quindi la costruzione del nuovo cantiere mettono in serio pericolo la possibilità di poter ricollocare i lavoratori”.

Il sindacato il giorno dopo la firma dell’accordo aveva spiegato tutto questo, dice Pasa, e chiesto il mandato per concludere le procedure sindacali ai lavoratori: “Sarebbe a questo punto necessario che anche chi ha tradito gli impegni assunti relativamente all’intero iter chiedessero cosa ne pensano i 13 lavoratori, che a questo punto si vedono messa in discussione l’unica flebile possibilita di trovare nuovamente un posto di lavoro a Pietra”.

“Ricordo che nessuno ad oggi ha sottoscritto accordi per il licenziamento dei lavoratori, ma semmai accordi che cercano di tutelare per i prossimi due anni reddito e la possibilità di essere ricollocati – continua il sindacalista – In provincia di Savona sono più di 30 mila i disoccupati e mi pare che ragionare sulla totale scomparsa del cantieristica presente sul nostro territorio come di qualsiasi altra filiera produttiva manifatturiera sia sbagliato e miope anche in un territorio come quello pietrese a forte vocazione turistica. La storia degli ultimi cinque anni ci ha insegnato che di solo terziario non si può vivere e soprattutto creare ricchezza e occupazione stabile”.

“Auspico un ripensamento e un atto di buon senso da parte di tutto il consiglio comunale di Pietra, confidando in una rapida risoluzione; contrariamente metteremo in campo azioni ed iniziative di lotta per provare a modificare tale provvedimento”, conclude Pasa.

Piaggio, vertice a metà per ricomporre i sindacati. Pasa (Fiom): “Fiducioso su strategia comune”

Finale/Villanova. Un incontro chiarificatore a metà quello che si è svolto questa mattina a Savona tra le segreterie e delegazioni sindacali di Piaggio Aero Industries dopo le polemiche e gli scontri al recente incontro in Confindustria a Genova. Al faccia a faccia non erano presenti infatti la Fiom e la Uilm dello stabilimento di Sestri Ponente.

Un vertice “monco”, sul quale però il segretario savonese della Fiom Andrea Pasa chiarisce: “Avevamo concordato questo incontro per vederci assieme e ricomporre le idee, arrivando ad una strategia comune in vista dell’importante appuntamento del 1 aprile. La delegazione genovese non era completa, tuttavia ci siamo parlati e chiariti con i presenti: l’obiettivo è di proseguire unitariamente con la trattativa, sperando di poterci vedere ancora prima del vertice con l’azienda”.

“La sensazione è quella di cercare di definire una linea comune: mantenere i due stabilimenti e le unità occupazionali, evitando gli esuberi ed entrando così finalmente nel merito del piano industriale e di quello che sarà la Piaggio Aero nei prossimi anni” conclude Pasa.

Piaggio, a Sestri sciopero a singhiozzo. Attesa per incontro sindacale, Pasa (Fiom): “Rimanere uniti”

Finale/Villanova. Si aspetta domani, quando avverrà l’incontro di coordinamento tra i rappresentanti sindacali dello stabilimento di Sestri Ponente e quello di Finale Ligure. In primo piano le divisioni tra i sindacati, con l’accusa di voler sacrificare l’occupazione sotto la Lanterna da parte dei lavoratori di Genova ai colleghi finalesi. Dopo le parole grosse volate giovedì scorso sotto Confindustria, si tenterà insomma di ricomporre il quadro per riuscire a sedersi al tavolo con azienda e istituzioni forti di una posizione unitaria.

“L’obiettivo è vederci e chiarire per portare avanti una trattativa comune e vedere la strategia in vista del prossimo incontro del 1 Aprile. Condivido e sottoscrivo la necessità di rimanere uniti e andare vanti congiuntamente con la vertenza” dice Andrea Pasa, segretario provinciale Fiom Cgil.

Intanto, lo sciopero dei lavoratori di Piaggio Aero di Sestri Ponente procede a singhiozzo. E’ la forma di protesta decisa venerdì scorso per opporsi ancora una volta al piano di salvataggio lacrime e sangue (165 esuberi, esternalizzazioni e una nuova società per Genova) prospettato dall’azienda.

“A seguito dei fatti di giovedì e dell’assemblea di venerdì scorso – spiega Maurizio Catalano, Rsu Fiom Genova – abbiamo deciso per uno sciopero a singhiozzo. E’ partito questa mattina e i lavoratori si sono fermati dalle 9 alle 9.30, ancora dalle 10.30 alle 11, poi di nuovo dalle 14 alle 14.30 e infine dalle 15 alle 15.30 saremo di nuovo qui. Lo faremo oggi, ma anche mercoledì e venerdì per dare un segnale all’azienda: perché il piano presentato non va bene”.

Operazione difficile? Catalano è ottimista: “Domani in assemblea parleremo e ci ricomporremo. Cercheremo l’unità perché solo così possiamo andare avanti”.

Cantieri Rodriquez, l’assemblea dei lavoratori dice sì all’accordo

Pietra L. Sulla vertenza dei cantieri Rodriquez sono stati ratificati questa mattina dall’assemblea dei lavoratori gli accordi sottoscritti dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali di categoria. “La Fiom ha spiegato è informato i lavoratori del contenuto dei quattro accordi sottoscritti Regione. I lavoratori hanno votato favorevole agli accordi con un solo voto contrario. valutando l’unica strada perseguibile per salvaguardare reddito e occupazione” afferma Andrea Pasa della Fiom Cgil.

L’intesa raggiunta prevede la richiesta al Ministero di 24 mesi di cassa integrazione straordinaria, oltre all’apertura di cantieri scuola con alcuni comuni della provincia per tutto il 2014, e all’impegno delle istituzioni locali per la ricollocazione dei lavoratori nel cantiere navale che sorgerà sulle aree.

Naturalmente, rimane prioritario l’aspetto legato al progetto urbanistico e al suo iter di approvazione, con l’obiettivo di far partire i lavori prima possibile e vedere sorgere il nuovo polo della nautica pietrese.

Ex Ciet: lavoratori ancora senza indennità, ma arrivano le prime ricollocazioni

Savona. Luci e ombre nella spinosa vertenza che dal 2012 vede la Fiom impegnata nella discussione con le istituzioni locali per la messa in sicurezza e la manutenzione della rete telefonica del territorio savonese, dopo la chiusura della Ciet impianti a Savona e Albenga.

“I lavoratori ancora in cassa integrazione stanno vivendo mesi drammatici, dal mese di agosto dello scorso anno non percepiscono alcun sostegno reddito, causa ritardi del ministero del lavoro sull’emanazione del decreto che darebbe il via libera alla sede Inps di Savona di erogare le indennità spettanti” dice il segretario provinciale della Fiom Cgil Andrea Pasa.

“Abbiamo chiesto mesi fa l’intervento del prefetto di Savona ma ad oggi nulla si è sbloccato, anzi le notizie che ci arrivano da Roma sono molto preoccupanti, visto che ci sarebbe ancora da attendere 2-3 mesi. Stiamo parlando di persone che nei mesi scorsi hanno eroso ogni tipo di risparmio che avevano e in alcuni casi hanno chiesto prestiti alle banche per poter sopravvivere”.

“Contemporaneamente siamo riusciti come Fiom di Savona a concordare con la Dial (società piemontese) che inizierà a effettuare la manutenzione della rete telefonica savonese in alcune zone della nostra provincia, a partire dalla prossima settimana, alcune ricollocazioni di dipendenti ex Ciet che ancora erano in cassa integrazione” aggiunge Pasa.

“Risultato molto positivo che arriva dopo gli accordi fatti con le altre due aziende che si occupano di manutenzione in provincia, la Alpitel e la Idra, società anche esse piemontesi, che nel corso degli scorsi mesi hanno assunto più di 30 persone provenienti dalla Ciet impianti con contratti di lavoro stabili, salvaguardando occupazione e professionalità” conclude il segretario Fiom.

Vertice su Piaggio, prove di intesa: stop ai licenziamenti, ora il nodo è il cronoprogramma

Finale Ligure. Nessun licenziamento: questa la prima “piastrella” posta sulla strada dell’intesa tra i vertici aziendali di Piaggio e i sindacati, dopo le furiose lotte degli ultimi mesi.

L’ok dell’azienda è arrivato durante il vertice di oggi presso la sede genovese di Confindustria: Piaggio ha confermato le cifre sugli esuberi (372 persone tra lo stabilimento di Finale e quello di Genova), ma si è impegnata a non procedere con alcun tipo di licenziamento con l’avvio degli ammortizzatori sociali.

Il prossimo passo sarà quello, a partire dal prossimo incontro calendarizzato per il 20 marzo, di entrare nello specifico del piano industriale. “Rimangono aperti i due problemi principali su Finale – commenta Andrea Pasa, neosegretario provinciale di Fiom Cgil – le esternalizzazioni e il cronoprogramma del trasferimento a Villanova d’Albenga”.

Secondo i tempi dettati dall’azienda il trasferimento dei macchinari inizierebbe ad aprile, mentre i primi dipendenti, gli impiegati, si sposterebbero a luglio. Gli operai seguirebbero, una volta che i macchinari fossero in funzione. “Secondo noi questi tempi non sono quelli che collimano con la produzione – critica però Pasa – chiediamo un po’ più di trasparenza: pensiamo che iniziare il trasferimento ad aprile non sia assolutamente fattibile”.

Cambio al vertice di Fiom Cigl: Alberto Lazzari lascia dopo 8 anni, nuovo segretario Andrea Pasa

Savona. Andrea Pasa è il nuovo segretario generale della Fiom Cgil di Savona. Il sindacalista prende il posto di Alberto Lazzari, che torna in Telecom e lascia l’incarico dopo 8 anni di mandato.

“Dopo 8 anni lascio la categoria dei metalmeccanici: è stata una esperienza molto importante, forse la più significativa di tutto il mio percorso sindacale. Lascio la categoria in un momento molto delicato, con tante situazioni di crisi, ma anche con grandi opportunità; penso al trasferimento di Piaggio o agli auspicati investimenti per Bombardier. La Fiom di Savona è un sindacato fortemente rappresentativo della categoria dei metalmeccanici, per numero di iscritti e per presenza nelle varie aziende. E’ stato un interlocutore, pensiamo, credibile e affidabile per tutte le controparti in questi anni, e ci ripresentiamo in questo modo anche per il prossimo congresso”.

Lazzari dopo quasi 20 anni di sindacato, rientra in azienda, passando il testimone a Pasa, eletto oggi dal direttivo provinciale della Fiom Savonese nell’ambito del XXVI Congresso di categoria. “Penso che cambierà solo la persona fisica – ha esordito Pasa – dopo di che manterremo sicuramente la strada tracciata da Alberto negli ultimi otto anni. Una strada che ha portato risultati in termini di rappresentanza, perché abbiamo accresciuto la rappresentanza sul territorio, e abbiamo mantenuto la categoria unita anche in un momento economico e sociale drammatico”.

A margine della sua elezione Pasa ha sottolineato alcune urgenze. “”Sono combattuto fra l’essere contento di andare a vestire questo nuovo ruolo e la preoccupazione, perché c’è una situazione industriale nel nostro territorio che è alla desertificazione. La priorità per la nostra provincia è quella di mantenere l’esistente; la crisi ha falcidiato decine e decine di piccole e medie aziende e ora il territorio non si può permettere altre defezioni. Anche sul fronte occupazionale abbiamo delle pesanti carenze e la necessità di usare al meglio gli ammortizzatori sociali e di mettere in campo politiche industriali territoriali che permettano alle imprese di radicarsi sul nostro territorio. La nostra è la provincia d’Italia che meno utilizza i contratti di solidarietà. A sei anni dalla crisi economica sono strumenti che non ci possiamo più permettere di non utilizzare”.

Pasa è nato nel 1973, è sposato e ha due figli. Diplomato perito meccanico, nel 1993 entra a lavorare alla Rolam di Altare prima in qualità di operaio e poi di impiegato. Nel 1995 prende la tessera della Fiom e nel 1997 viene eletto nella rappresentanza sindacale unitaria. Nel 2003 arriva il distacco sindacale in Fiom e gli vengono affidate le deleghe per seguire il settore dell’artigianato metalmeccanico savonese. Pasa segue diversi settori tra cui le telecomunicazioni, la meccanica di precisione, le manutenzioni degli impianti petroliferi l’automotive e in ultimo le vertenze Piaggio, Cabur e Continental di Cairo Montenotte.